Maximulta Ue a Mastercard: "Abuso di posizione dominante"

Dovrà pagare 570 milioni. La sentenza della Commissione europea legata a aumenti artificiali dei costi a carico di consumatori e commercianti. Dona (Consumatori): "Ora speriamo abbassino le tariffe"

Maxi-multa Ue da 570 milioni a carico di Mastercard, accusata dalla commissione europea di abuso di posizione dominante per aver "aumentato artificialmente il costo dei pagamenti con le carte a scapito dei consumatori e dei commercianti dell'Ue". Di fatto, da quanto appurato dall'autorità per la concorrenza di Bruxelles, Mastercard avrebbe "impedito ai commercianti l'accesso ai servizi di pagamento con carta transfrontaliera", violando così le norme sull'abuso di posizione dominante. La multa è stata però ridotta del 10% rispetto all'importo iniziale perché il gruppo, riconosce Bruxelles, "ha collaborato riconoscendo i fatti".

In considerazione dei regolamenti varati nel dicembre 2015, Mastercard aveva già cambiato le sue regole e oggi ha reso noto "di aver effettuato nel quarto trimestre 2018 un versamento globale equivalente a questa ammenda". A questo punto Mastercard "considera la chiusura di questo capitolo come un passo importante" per il gruppo. Anche le associazioni dei consumatori hanno salutato con soddisfazione il verdetto Ue. Sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell'Unione consumatori: "Dopo la sentenza speriamo che ci sia un abbassamento delle tariffe interbancarie ed una riduzione dei costi per tutti". Per il presidente del Codacons Rienzi invece "le tariffe interbancarie imposte sulle transazioni rappresentano una tassa occulta che va a discapito della collettività. Per tale motivo riteniamo corretta la sanzione e chiediamo di abolire del tutto tale tipologia di tariffa, considerato che le transazioni elettroniche non comportano praticamente costi per le banche e rappresentano un inutile balzello nel settore del commercio".

La vicenda ha preso avvio nel luglio 2015 quando Bruxelles aveva emesso una comunicazione di addebito alla Mastercard americana, che è, secondo la Commissione, il secondo più grande sistema di pagamento con carta dello Spazio economico europeo (Ue, Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Nel mirino degli uffici antitrust erano finite le regole stabilite da Mastercard che richiedevano alla banca del negozio dove il consumatore aveva usato la sua carta di applicare le commissioni di interscambio del Paese in cui il commerciante era stabilito. Prima del 9 dicembre 2015, data in cui un regolamento europeo è entrato in vigore introducendo dei massimali sulle commissioni di interscambio, queste variavano considerevolmente da un Paese europeo all'altro. Di conseguenza, i commercianti di Paesi con elevate commissioni interbancarie non potevano beneficiare delle tariffe più basse offerte da banche situate in altri Stati membri. L'inchiesta di Bruxelles ha concluso che "a causa delle regole Mastercard sull'acquisizione transfrontaliera, i dettaglianti pagavano di più i servizi bancari per ricevere pagamenti con carta che se fossero stati liberi di scegliere servizi meno costosi".

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