Marchionne: Resteremo in Italia, ma investirci ora sarebbe fallimentare

Torino, 18 set. (LaPresse) - "Non ho parlato di esuberi, non ho proposto la chiusura di stabilimenti, non ho mai detto meglio andare via". Così Sergio Marchionne intervistato da 'Repubblica' fa il punto sulla situazione del Lingotto dopo l'addio al piano 'Fabbrica Italia'. "La Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni in Europa, e sta reggendo grazie ai guadagni negli Stati Uniti e Paesi emergenti" spiega Marchionne. Sulle critiche di Diego Della Valle al suo operato il manager è sprezzante: "Finché attaccano me nessun problema, ma lascino in pace la Fiat". Sui nuovi modelli tanto attesi Marchionne non cambia idea: "Se Fiat avesse lanciato 4 modelli nuovi con un impegno pari a quello profuso per la Panda, ovvero un investimento di 800 milioni, la Fiat sarebbe fallita nel 2012 e adesso saremmo qui a parlare d'altro".

Rispetto a quando fu lanciato il programma 'Fabbrica Italia' per Marchionne "sono cambiate 100 cose" e questo ne spiega l'abbandono da parte del Lingotto. L'elenco del manager è chiaro: "Puntavo su un mercato che reggeva, ed è crollato con 2 milioni di auto in meno". C'è il tema del lavoro, Marchionne sperava in una riforma e invece "ho 70 cause aperte dalla Fiom". "La Fiat non è più un'azienda solo italiana, opera nel mondo con le regole del mondo. Per essere chiari: se io sviluppo un'auto in America e poi la vendo in Europa guadagnandoci, per me è uguale, e deve essere uguale" e chi pensa il contrario "è indietro di 10 anni". "Chiusura di due stabilimenti per togliere sovracapacità dal sistema europeo". E' questa la ricetta che gli esperti americani suggeriscono a Sergio Marchionne per riequilibrare la situazione produttiva. Ma Marchionne resiste alla tentazione: "Se mi comporto diversamente ci sarà una ragione". E per spiegare quanto sia oramai inestricabile il rapporto tra Usa ed Europa, Marchionne spiega che "asseconda la massimo la ripresa negli Usa" per "acquisirà quella sicurezza finanziaria che mi consenta di proteggere Fiat in Italia e in Europa".

"Il mercato? Fino al 2014 non vedo niente, ecco perché investire nel 2012 sarebbe micidiale" spieg Marchionne, che sul futuro dell'Europa, in senso lato, è tranquillo: "Finché Draghi e Monti hanno le mani sul timone, per fortuna dall'euro non usciremo".

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