Marchionne: Fiat investe in Italia, ma ora un Piano Marshall

di Lorenzo Allegrini

Firenze, 13 giu (LaPresse) - Un nuovo "Piano Marshall per l'Italia", dove la priorità è "ridare il lavoro alla gente". E' un Sergio Marchionne a tutto campo quello intervenuto oggi all'assemblea di Confindustria Firenze. L'a.d. del Lingotto, citando il discorso di insediamento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha sferzato il governo chiedendo "interventi rapidi e incisivi". E ne ha avute anche per l'Unione europea, che è "incompleta" e dà ancora troppa libertà agli Stati membri in materia di bilancio e "strategia economica", perché serve andare verso "gli Stati Uniti d'Europa". Marchionne ha spiegato che in Italia la Fiat si è assunta la sua parte di responsabilità sociale. "Sarebbe più razionale - ha detto - chiudere uno o due stabilimenti" anche "per far fronte alla sovraccapacità produttiva, ma ribadisco che non chiuderemo siti in Italia". Anzi, Marchionne ha rilanciato affermando che la produzione avrà un incremento "significativo" già nel 2014 che "porterà al pieno impiego dei lavoratori italiani in 3-4 anni". Nella giornata in cui il manager italo-canadese è l'ospite più atteso dell'assemblea degli industriali fiorentini, Marchionne trova anche il tempo per riconciliarsi con Firenze e il suo primo cittadino, Matteo Renzi, dopo le polemiche dell'ottobre scorso quando al manager era stata attribuita l'espressione spregiativa 'pretty, old town' sul capoluogo toscano. "Mai detto, colpa di un giornalista bischero che me l'ha attribuita", ha precisato aggiungendo che non avrebbe parlato in inglese alla platea per evitare di essere frainteso e che Firenze "è senza eguali al mondo".

Il numero uno del Lingotto ha aperto il suo discorso ricordando che Fiat "è diventata più forte" superando "l'isolamento" grazie a Sud America e Chrysler e se fosse rimasta la stessa che lui trovò nel 2004 "avremmo portato i libri in tribunale già da un pezzo". Marchionne ha dichiarato che Fiat "è considerata ancora l'azienda di 20 anni fa sulla qualità dei prodotti e gli aiuti statali". Ma oggi, ha precisato, "siamo un gruppo globale capace di competere con i migliori del mondo" e "crediamo nell'Italia e ci investiamo". Tuttavia secondo l'a.d. il Paese "non ha sfruttato l'opportunità dell'euro, come fatto invece dalla Germania", che "non è giusto additare come causa dei nostri mali". Siamo in un'Italia "obsoleta", ha tuonato Marchionne, dove "la spesa pubblica è rimasta elevata e nessuna riforma di sostanza è stata approvata". Per questo il Paese avrebbe bisogno di uno "scatto di orgoglio, un impegno collettivo, una specie di patto sociale, chiamatelo pure Piano Marshall per l'Italia o come volete". "Quello che posso dire al governo - ha detto - è: scegliete le 5 cose più importanti, datevi 90 giorni di tempo per portarle a termine e poi fate le 5 successive". Per Marchionne il "primo compito" di "chi ha a cuore il Paese" dovrebbe essere "dare lavoro alla gente". E il manager ricorda anche gli operai Fiat in cassa integrazione. "Sappiamo che per loro è dura - ha dichiarato - ma è l'unico strumento che abbiamo per evitare i licenziamenti".

Con l'Unione europea Marchionne è severo, dopo che la scorsa settimana si era detto "scioccato" per la scelta della Bce di non tagliare i tassi. "L'Europa deve compiere un salto di qualità - ha sottolineato - che serva a rafforzare la propria unione. E' un progetto incompleto, ogni Paese deve cedere parti di sovranità per condividere le scelte". Lasciando l'assemblea di Confindustria Firenze, Marchionne ha inoltre dichiarato ai giornalisti che la trattativa del Lingotto con il fondo Veba, che detiene il 41,5% di Chrysler, sul 3,3% di Auburn Hills su cui Fiat ha esercitato l'opzione "continua, altrimenti ci saremmo alzati dal tavolo". L'a.d. era arrivato in auto all'assemblea accompagnato dal presidente di Mps, Alessandro Profumo, che ha ascoltato per poco più di un'ora gli interventi dei relatori. Renzi era invece giunto in bicicletta. Il sindaco di Firenze e Marchionne si sono salutati in mattinata con una stretta di mano calorosa e si sono incontrati a margine del vertice, come confermato dallo stesso a.d.."Ho tentato di vendergli una nostra auto", ha scherzato. Nel corso dell'assemblea, che Renzi e Marchionne hanno seguito seduti fianco a fianco e sorridenti, il manager italo-canadese ha applaudito con convinzione l'intervento del vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, quando questi si è complimentato con i fiorentini. "Dovete essere orgogliosi di un sindaco come lui, ha passione e guarda al futuro", ha sottolineato Regina, che era tra i relatori dell'assise. Sembrano lontane anni luce le polemiche dello scorso autunno, quando Marchionne aveva comprato una pagina de 'La Nazione' per chiarire di non aver mai offeso né Firenze né il suo sindaco, che fra l'altro all'epoca era impegnato nelle primarie del centrosinistra.

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