Marchionne, Ferrari paga in Borsa, Fca si aggrappa alla continuità
I riflettori puntati su tutta la galassia Agnelli. Montezemolo: "Sergio è uno dei più grandi manager internazionali"

Fca corre più veloce di Ferrari o, meglio, va meno piano. Il titolo di Fiat Chrysler Automobiles assorbe meglio il contraccolpo dell'uscita di scena di Sergio Marchionne e termina a Piazza Affari in rosso dell'1,5% a 16,17 euro, mentre la Rossa di Maranello cede il 4,88% a 113,95 euro.

La Rossa indossa la maglia nera del listino milanese. Anche a Wall Street, Fca parte in calo del 3% poi migliora, mentre Ferrari resta in flessione nell'ordine del 5%. Mentre il nuovo a.d. Fca, Mike Manley, rappresenta la continuità, quello di Maranello, Luis Camilleri, potrebbe essere costretto a rinviare il piano che Marchionne prevedeva di annunciare a settembre. Stantard & Poor's getta acqua sul fuoco dei mercati, facendo sapere che rating e prospettive di Fca ('BB+'/'Positive'/'B') restano invariati perché non l'agenzia internazionale non si aspetta con Manley "alcuna deviazione" dalla strategia annunciata lo scorso primo giugno a Balocco.

Gli analisti di Equita confermano la raccomandazione hold sul gruppo italo-americano dell'auto e definiscono "ragionevole" la scelta di Manley. Anche se ammettono che l'uscita del manager con il maglioncino "è indubbiamente una grave perdita". Secondo Equita si allontana "il potenziale upside da M&A", ovvero la crescita del titolo legata all'ipotesi di una fusione. Quella dei partner, uno industriale e uno tecnologico, resta la sfida principale, secondo Morgan Stanley.

"Le necessità di condividere i costi ambientali/di conformità su scala, di allocare il capitale in modo efficiente e di scegliere quali scommesse fare tecnologiche, geografiche e di prodotto (e, soprattutto, quali non fare) dominano ancora la mission a nostro avviso", spiegano gli esperti della banca d'affari statunitense in una nota. Morgan Stanley spiega che bisogna aspettarsi "una maggiore volatilità fino a quando la nuova direzione non comunicherà chiaramente la propria posizione sulle priorità strategiche" per fare dimenticare quanto Marchionne fosse uomo-azienda. Come, tra l'altro, ricordano gli esperti di Banca Akros. Causa l'uscita di scena del manager italo-canadese, "è possibile che le speculazioni relative l'M&A tornino d'attualità" in una posizione di preda visto che "la leadership di Fca si è indebolita". Per questo Banca Akros ha ridotto il prezzo obiettivo portandolo da 25 a 22,5 euro. Sul dossier delle eventuali alleanze si concentra anche Vincenzo Longo, market strategist di IG, che sostiene che il discorso M&A "rimane incerto".

Banca Akros scrive anche del Cavallino Rampante. "Il mercato aveva aspettative molto elevate sui risultati che Sergio Marchionne avrebbe portato a Ferrari nei prossimi 5 anni" afferma la banca, tagliando il giudizio a neutral con target price sceso da 132,5 a 120 euro. Giornata di vendite, intanto, anche per Cnh Industrial (-1,7%), di cui Marchionne era presidente, e per la controllante Exor (-3,25%), la holding della galassia Agnelli di cui l'italo-canadese era vicepresidente.

 


 

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