Marcegaglia: No alla concertazione, preferiamo gli strappi

Roma, 19 ott. (LaPresse) - "Tanto poco Confindustria persegue il modello della concertazione, che in questi ultimi tre anni ha operato strappi sia con una parte del sindacato, sia con governo e politica". E' un passaggio di una lettera inviata al Corriere della sera dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, in risposta a un fondo di Francesco Giavazzi, che accusava l'associazione degli industriali di rappresentare interessi particolari che impediscono la crescita facendo fronte comune coi sindacati.

"Per anni, in passato - spiega Marcegaglia - era prevalsa l'idea che senza consenso di tutti i sindacati non fosse possibile mutare in profondità gli assetti contrattuali. Al contrario, a inizio 2009, Confindustria ha deciso di cambiare marcia. Occorreva più produttività in cambio di più salario, in un Paese a crescita piatta da oltre un decennio. Una parte del sindacato è stata d'accordo con noi, un'altra no. Ci siamo esposti a due anni di polemiche violentissime con Cgil e Fiom, ma nel conflitto abbiamo delineato nuove regole per contratti nazionali derogabili prima, e per intese aziendali poi. Per effetto di questo strappo, ogni impresa italiana è oggi libera di scegliere a seconda delle proprie esigenze, settore e dimensioni, tra tre strade diverse: contratto nazionale, modifiche contrattate all'intesa nazionale, e intese aziendali".

"Dopo due anni e mezzo - continua Marcegaglia - la Cgil ha firmato con noi a fine giugno le nuove regole per le intese aziendali. Senza il nostro strappo, neanche la Fiat avrebbe mai potuto aprirsi la strada per le intese di stabilimento a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco".

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