Marcegaglia: Con Marchionne rapporti ottimi

Torino, 24 ott. (LaPresse) - Primo incontro oggi a Torino fra la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e l'amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne dopo l'uscita dell'azienda dall'organizzazione. "Il rapporto personale con Marchionne è ottimo, come sempre. Non abbiamo mai litigato", ha spiegato la presidente di Confindustria arrivando all'Unione industriale di Torino per il convegno 'Make it in Italy'. Appena entrata in sala la Marcegaglia è andata incontro all'amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne. I due si sono abbracciati e baciati. Quando la presidente è arrivata, Marchionne era già in sala, seduto, e la Marcegaglia ha attraversato il salone davanti al palco del relatori per andare a salutarlo. Da parte sua durante l'intervento all'Unione industriale Marchionne ha precisato: "Abbiamo fatto e stiamo facendo tutto ciò che è necessario per diventare più efficienti e per liberarci da vincoli che in un'economia di mercato non sono che inutili freni. In questa chiave va letta la nostra decisione di uscire da Confinustria. Non ha nulla a che vedere con ragioni politiche. E' una scelta - ha ribadito - che abbiamo valutato con grande serietà".

Marchionne si è poi scagliato sulla Fiom, che oggi ha messo in atto un presidio davanti all'Unione industriale soffiando bolle di sapone per protestare contro il piano industriale dell'ad Fiat, definendo quella del sindacato una "tirannia della minoranza". "La posizione della Fiom - ha spiegato all'Unione industriale di Torino - è sempre stata preconcetta, anacronistica, alimentata da un antagonismo a priori, e più preoccupata di tutelare il proprio potere che gli interessi collettivi". "E' sempre stata - ha ribadito - molto più politica che sindacale. Anche quando gli accordi che abbiamo raggiunto con le altre organizzazioni sindacali sono stati votati e approvati direttamente dalla maggioranza dei lavoratori, non solo non c'è stato il rispetto sacrosanto della volontà liberamente espressa, ma ci siamo visti intentare una causa legale. La cosa veramente offensiva in tutto questo è che stiamo vivendo un periodo di tirannia della minoranza".

L'amministratore delegato di Fiat si è poi voluto difendere da chi lo accusa di attuare una strategia anti italiana: "Quello che stiamo facendo ha l'unico obiettivo di rendere la nostra azienda più efficiente, per garantire prospettive solide e durature e per creare benessere nel territorio in cui operiamo: per questo le accuse di anti-italianità che ho spesso sentito sono semplicemente assurde. Anti-italiano - ha aggiunto - semmai è chi abbandona il paese, chi decide di non investire". "Anti-italiano - ha proseguito - è chi non vuole prendere atto del mondo che ci circonda e preferisce restare isolato nel proprio passato, anti-italiano è chi perde tempo a discutere e rinviare i problemi, chi non si assume le responsabilità di cambiare le cose, di guardare avanti e di agire. Anti-italiano è chi adotta comportamenti illegittimi, chi non rispetta le regole, chi lede i diritti dei cittadini e delle imprese".

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