Manovra, mercoledì resa dei conti con Ue. Tria la difende all'Eurogruppo: "Si guardi contesto"

Il ministro dell'Economia: "Non ci sono pregiudizi anti-italiani ma contro le nostre politiche economiche"

La resa dei conti tra Italia e Bruxelles è fissata a mercoledì. Data in cui, ha ricordato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, verrà presentato il pacchetto dell'esecutivo comunitario per il semestre europeo "che include opinioni sulle bozze di bilancio di tutti i membri dell'eurozona, incluso un riesame della bozza di bilancio italiana e dei follow up riguardo alla nostra richiesta in merito ai fattori rilevanti che riguardano il cosiddetto articolo 126". Cioè l’articolo del Trattato sul funzionamento dell'Unione che prende in esame il disavanzo pubblico e le azioni che la Commissione può intraprendere in caso di mancata conformità ai criteri sottoscritti da parte degli Stati membri. Già l'Eurogruppo di lunedì, dedicato al rafforzamento dell'Unione economica e monetaria, alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e alla proposta franco-tedesca di un bilancio comune dell'euro, ha permesso però di saggiare gli umori delle parti in causa. E in particolare quello del ministro Giovanni Tria, che all'argomento ha dedicato lunghi passaggi in conferenza stampa.

"Noi andiamo avanti, vediamo che cosa ci rispondono e risponderemo alle considerazioni che verranno fatte", ha spiegato il titolare dell'Economia, auspicando in particolare che nei prossimi passi della discussione si tenga conto del rallentamento dell'espansione economica che sta interessando tutta l'eurozona e soprattutto i Paesi più grandi, a partire dalla Germania, che nel terzo trimestre ha addirittura visto il proprio Pil girare in negativo. Un contesto, è il ragionamento di Tria, che ben si presta a una manovra "molto moderatamente espansiva" come quella messa in cantiere dal governo giallo-verde. "Non vedo pregiudizi anti-italiani, vedo dei pregiudizi sulle politiche economiche", ha precisato il ministro a riguardo, stigmatizzando le posizioni a suo parere "molto rigide" di diversi paesi per cui "le politiche di espansione si adottano solo con segno meno davanti alla crescita". D'altra parte, ha chiosato il ministro con una stoccata, "bisogna considerare che è un periodo elettorale non solo per l'Italia ma per tutti i Paesi, e ci sono molti paesi europei che hanno difficoltà politiche interne molto forti, mentre in Italia il governo ha un largo consenso".

I rappresentanti delle istituzioni europee, dal canto loro, hanno fondamentalmente rinviato la questione bozza di bilancio a mercoledì, concentrandosi su quelli che invece erano i temi in agenda della riunione. Temi sui quali, comunque, non poteva non proiettarsi l'ombra della discussione in corso. "La questione della finanziaria italiana 2019 è un processo che è ancora in essere e le due cose non devono sovrapporsi o interferire l'una con l'altra", ha sottolineato il presidente dell'Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno, a chi gli chiedeva se potessero esserci ripercussioni sul percorso di riforma dell'eurozona, rispetto al quale Germania e Francia hanno presentato di comune accordo una proposta per un bilancio unico. Proposta rispetto alla quale, da Milano, il vice premier Matteo Salvini si è espresso in modo perentorio: "Se danneggia l'Italia come pare, ovviamente, non ci sarà il nostro consenso". In riferimento all’eventuale avvio di una procedura nei confronti dell'Italia, il leader leghista ha invece osservato che "sarebbe ingeneroso nei confronti di un Paese che da anni manda miliardi e miliardi a Bruxelles e che non tornano indietro".

A tenere aperto un ulteriore canale di comunicazione con la Commissione Ue riguardo alla manovra, è intanto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ho avuto una conversazione con Juncker nel pomeriggio ma ero a Caserta e non potevo parlare", ha spiegato il premier in una nota, "ci siamo sentiti adesso per una quindicina di minuti e abbiamo convenuto che sarò sabato da lui a cena dopo il meeting a Bruxelles". Mentre una bocciatura al progetto del governo arriva dal presidente del Parlamento europeo. "Il problema non è tanto l'infrazione che può esserci nei confronti dell'Italia, quanto i contenuti della manovra. Questa manovra non punta sulla crescita, ma sull'assistenzialismo di Stato", è il commento rilasciato da Antonio Tajani a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Cattolica a Milano.

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