Manovra, Tria: "Governo conferma previsioni Nadef"

Il ministro dell'Economia alle Commissioni di Bilancio di Camera e Senato dopo la bocciatura sul Def

Il ministro dell'economia Giovanni Tria torna a parlare alle Commissioni di Bilancio di Camera e Senato dopo la bocciatura dell'Ufficio parlamentare di bilancio della Nadef, nota di aggiornamento al Def. "A seguito della mancata validazione" da parte dell'Upb il governo "ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Def. Interpretiamo quindi le obiezioni dell'Upb come uno stimolo all'azione anziché un motivo per abbassare le nostre previsioni e ancor di più le nostre ambizioni". Precisando: "Non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di prendere decisioni equilibrate. Non possiamo né dobbiamo basare il quadro programmatico su scenari di rischi al ribasso altrimenti stravolgiamo tale previsione".

Stime analisti basate su informazioni parziali o obsolete - "L'Upb ha validato il 19 settembre il quadro macro tendenziale del governo, sul quale si basa la previsione programmatica. Ciò di cui si dovrebbe discutere è il delta tra scenario programmatico e tendenziale, e non la misura in cui la previsione ufficiale si distacca dalle proiezioni formulate da analisti di mercato o istituzioni internazionali. Tali proiezioni sono tra l'altro pubblicate in tempi diversi e sulla base di informazioni parziali o obsolete, alla luce delle ultime scelte di politica economica del governo". 

Misure ridimensionate, da mercati reazione eccessiva - "I partiti di governo hanno convenuto di ridimensionare alcune proposte di politica economica e posporne altre, e ciò alo scopo di restare entro livelli di indebitamento netto analoghi a quelli degli anni più recenti, e comunque coerenti con il mantenimento di un surplus primario". "La salita dei rendimenti sui titoli di Stato desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva non giustificata dai fondamentali dell'economia e della finanza pubblica italiane", ha aggiunto. 

Manovra contiene misure espansive e coperture finanziarie - "La manovra di bilancio consta di misure espansive e interventi di copertura finanziaria ed è identificabile in un aumento del debito pubblico di 22 miliardi nel 2019, 27 nel 2020, 25 nel 2021", ha commentato il ministro dell'Economia in audizione.

Manovra, nel 2019 vale circa 37 miliardi - La manovra vale per il 2019 nel suo complesso vale circa 37 miliardi, di cui "22 miliardi dall'aumento ex ante dell'indebitamento pubblico" e "vari interventi finalizzati alla copertura finanziaria, per un ammontare complessivo pari a 15 miliardi nel 2019".

Nel 2019 6,9 mld di tagli, più entrate per 8,1 mld - "La manovra di bilancio comprende vari interventi finalizzati alla copertura finanziaria, per un ammontare complessivo pari a 15 miliardi nel 2019, 7,8 nel 2020 e 9,9 nel 2021. Tali interventi nel 2019 si articolano in tagli di spesa per 6,9 miliardi e in aumenti di entrate per 8,1 miliardi, nel 2020 in tagli di spesa e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 i tagli di spesa ammontano a 4,7 miliardi e gli aumenti di entrate a 5,2 miliardi". 

In 2019 impatto su Pil +0,6 punti, +0,3 reddito e pensioni - "L'impatto sul tasso di variazione del Pil reale sulla manovra nel suo complesso è di 0,6 punti percentuali nel 2019, 0,5 nel 2020, 0,3 nel 2021. Tali effetti corrispondono a un moltiplicatore medio di 0,5 nel primo anno". Tra le misure espansive della manovra la disattivazione parziale delle clausole di salvaguardia ha un impatto "sul tasso di crescita delPil di +0,2 punti percentuali nel 2019 e 2020 e -0,2 nel 2021". Quanto a reddito di cittadinanza e pensionamenti anticipati hanno un peso di +0,3 punti Pil nel 2019 e 0,2 nel 2020-21.

Reddito e riforma pensioni pesano per 16 mld l'anno - Il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni hanno un costo di "16 miliardi in ciascuno di tre anni. Nel complesso questi argomenti si tradurrebbero in una variazione di 0,3 punti percentuali nel 2019 e 0,2 nel 2020-21", ha spiegato Tria.

1,8 mld nel 2019 per pubblico impiego - "Ulteriori misure espansive riguardano gli incentivi agli investimenti e all'innovazione e gli interventi di spesa per il pubblico impiego per un ammontare pari a 1,8 miliardi nel 2019, 3,2 nel 2020 e 4,1 nel 2021".

Da flat tax effetto contenuto su Pil - L'avvio della flat tax ha un ammontare di 0,6 miliardi nel 2019, 1,8 nel 2020 e 2,3nel 2021 con un effetto "contenuto" sulla variazione del Pil che raggiunge 0,1 punti percentuali nel 2021.

 

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