Manovra, Di Maio a Tria: "Un ministro serio deve trovare i soldi per le riforme"

Il ministro spiega che intende far convivere la Flat Tax con la riduzione dei carichi fiscali sui ceti medi. Il vicepremier: "Nessuno ha chiesto le sue dimissioni, ma..."

Lo scontro nel governo diventa sempre più palese. In particolare tra il ministro dell'Economia Giovanni Tria impegnato a far quadrare i conti e a tener viva la fiammella delle riforme e i leader di M5S e Lega che premono per i rispettivi punti di interesse. Oggi tocca a Luigi Di Maio a ricordare che "un ministro serio i soldi per fare le riforme li deve trovare". Di Maio aggiunge che nessuno ha chiesto o chiede le dimissioni di Tria, ma la battuta sul "ministro serio" è la più pesante udita finora. 

E Tria cerca di essere serio e di trovare il modo per accontentare, nello stesso tempo, i numeri e la politica. Parlando all'European Capital Marktes Forum organizzato da Bloomberg, a Milano, il ministro ha spiegato che sta cercando la strada per ridurre il carico fiscale con "un'azione che va oltre la flat tax" per dare respiro anche alla classe media. "Ci stiamo impegnando a ridurre il carico fiscale - ha detto Tria  - e questa azione va oltre la Flat Tax. Siamo a uno stadio molto avanzato di un'imposta sul reddito personale che ridurrà il carico fiscale sulla classe media mantenendo un impatto sul budget gestibile". Quanto al reddito di cittadinanza, per il titolare di via XX Settembre, "bisogna risolvere i problemi sociali che hanno portato alla nascita del bisogno di questo reddito". Le misure in fase di studio, rassicura Tria, in ogni caso "non cambieranno l'impegno sulla riduzione del debito" assunto dall'Italia a Bruxelles.

Non ci saranno quindi passi in avanti che rischierebbero di movimentare troppo i rapporti con l'Europa e con i mercati, in attesa di conoscere i dettagli della manovra. Tra le priorità del governo c'è quella di "recuperare un 30% di investimenti pubblici venuti meno negli ultimi anni", argomenta Tria, sottolineando che "gli investimenti pubblici debbono tornare ad essere il 3% del Pil nel breve termine". Per raggiungere gli obiettivi di crescita si punta a "bilanciare azioni differenti", guardando ad un quadro più ampio e puntando a un equilibrio tra entrate fiscali e spese. Tra i settori su cui punta maggiormente l'esecutivo per far ripartire la crescita, c'è l'implementazione dell'agenda digitale. "Lavoriamo per progettare una crescita sostenibile - ha detto Tria - e per ricostruire una forte capacità tecnica nelle nostre amministrazioni attraverso pubblici investimenti e partnership tra il pubblico e i privati".

Di Maio - E Luigi Di Maio va all'attacco. Puntualizzando: "Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria" ma "chiedo che il ministro dell'Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà". il vicepremier, all'indomani del vertice sulla manovra, respinge le indiscrezioni apparse sulla stampa sottolineando che "gli italiani in difficoltà non possono più aspettare". Lo Stato, insiste il leader pentastellato, "non li può più lasciare soli e un ministro serio i soldi li deve trovare"

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