Manovra, la ricetta di Salvini: quota 100, flat tax e pace fiscale, no aumenti Iva

Tutti i punti chiave della proposta della Lega 

Una riunione veloce, a margine del vertice di centrodestra a palazzo Grazioli, per fare il punto della situazione. Il tempo stringe ed è per questo che la Lega, poco interessata a partecipare apertamente alla guerra fredda - e nemmeno tanto - in atto tra M5s e Mef, ha voluto tirare le somme in vista del nuovo tavolo sulla , venerdì a palazzo Chigi. Il leader Matteo Salvini ha incontrato, a pochi passi da via del Plebiscito, i suoi sottosegretari al Mef Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci e quello al lavoro Claudio Durigon. Confermati i punti chiave, per il Carroccio, di quella che sarà la legge di Bilancio: nessun aumento dell'Iva, poi pensioni, flat tax, pace fiscale, fatturazione elettronica, cedolare secca per i negozi.

Per lo smantellamento della riforma Fornero si conferma la formula di 62 anni e 38 di contributi per arrivare a quota 100 realizzabile, spiegano dalla Lega, "in modo efficace e ragionevole" così da essere "effettiva ma anche con oneri sopportabili per la finanza pubblica". Ad accompagnarla misure definite di "buon senso", compresa la pace contributiva "nell'ottica di favorire l'aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori".

La tassa piatta, nelle intenzioni del Carroccio, si applicherà sulle aziende al 15%, alle partite Iva in regime dei minimi fino a 65 mila euro e poi per tutto il sistema imprese Ires al 15%  in caso di reinvestimento, assunzioni, aumenti di capitale. Così, è il ragionamento, "si incentiva lo sviluppo e investimenti privati in misura strutturale mentre con i regime dei minimi si semplifica la vita a una miriade di piccoli imprenditori e si invogliano anche i giovani ad aprire partita Iva".

La pace fiscale dovrebbe invece comprendere un insieme di misure per consentire a un largo numero di imprenditori di risolvere pendenze con il fisco. Questo non solo una tantum ma "misure strutturali per risolvere forme di contenzioso attuale e in prospettiva". Di pari passo va la fatturazione elettronica: "Dal primo gennaio evadere sarà più difficile - assicurano dal Carroccio - ma avendo ampliato il regime dei minimi a 65mila euro. I piccoli che non sono strutturati ne sono esonerati, mentre le aziende più grandi saranno in grado di passare al nuovo sistema". Saranno proposte anche la cedolare secca sui negozi al 21%, il taglio delle accise sulla benzina e il 100% del turn over per tutte le forze dell'ordine.

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