Manovra, Reichlin: "Allarme banche, a pagare saranno famiglie e pmi"

L'analisi dell'economista italiana, che dal 2008 insegna alla London Business School

C'è grande preoccupazione per i giudizi delle agenzie di rating sull'Italia. "Un binario pericoloso" che rischia di colpire soprattutto le famiglie e le piccole e medie imprese. È l'allarme lanciato a LaPresse da Lucrezia Reichlin, economista italiana, che dal 2008 insegna alla London Business School.

S&P ha confermato il rating dell'Italia, tagliando l'outlook a negativo. Ci si aspettava peggio? "È un binario pericoloso, in cui ci viene ancora concesso un minimo di attendismo, cioè c'è chi ci dà un outlook negativo, chi ce lo dà neutrale ma sostanzialmente c'è una grande preoccupazione".

Quale è il rischio? "Questa manovra va molto contro i limiti europei con una grande scommessa che è quella per cui, facendo deficit a debito, l'Italia crescerà con previsioni però azzardate perché non c'è nulla nella manovra che sia a favore della crescita. Forse il reddito di cittadinanza potrebbe dare una spinta di breve periodo, non sicuramente una crescita strutturale, ma tutto il resto è neutrale. Le previsioni del governo sono molto al di sopra di quelle reali".

Uno spread così alto come si traduce? "Innanzitutto, le condizioni di credito che si possono ottenere dalle banche saranno peggiori. Chi ha bisogno di credito, come le piccole e medie imprese che dipendono dal credito bancario, saranno colpite. Non tanto quelle più grandi, perché hanno la possibilità di finanziarsi nel mercato perché hanno un rating più alto. Tutta la parte più fragile, come le famiglie che hanno bisogno di prende soldi a prestito per i mutui, e come le pmi che dipendono dal credito bancario saranno le prime a essere colpite".

C'è un rischio Grecia? "Un po' meno duro. Si sottovaluta comunque il continuo scommettere con i mercati: prima o poi l'Italia deve affrontare il problema del debito. È stato un errore nel 2009, in piena recessione, essere costretti a fare una politica fiscale così restrittiva. Ora, per quanto non sia fantastica, siamo in ripresa, l'Italia cresce al di sopra del suo potenziale. Ed è quindi il momento di cominciare a mettere in ordine i conti. Ha senso fare quello che fa il governo se si pensa che questo sarà risolutivo ma non credo che ci creda qualcuno. In tutto questo c'è anche una grande fragilità del sistema bancario che naturalmente è il primo segnale di allarme".

Crede davvero che in questa maggioranza Lega-5 Stelle qualcuno pensi all'uscita dall'euro? "Non credo stando a quello che dicono che siano intenzionati a rompere ora, perché se l'Italia uscisse in modo unilaterale dall'euro sarebbe un disastro per tutti gli italiani. Ma c'è una visione della politica di andare allo scontro, si rimettono in discussione le basi della convivenza comune in Europa, si discredita in continuazione l'azione di Bruxelles. Questo rivela l'idea di forzare i termini. D'altra parte in Europa non c'è solo l'Italia che va in questa direzione. Ci sono attacchi diversi che si congiungeranno in un atteggiamento distruttivo nei confronti delle istituzioni costruite fino ad ora".

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