Manovra, governo difende 2,4% ma lavora alle modifiche su Tax expenditures

La Commissione Ue potrebbe avviare l'iter per la procedura di infrazione sui conti pubblici il 21 novembre

Catenaccio nelle dichiarazioni pubbliche e schemi segreti nello 'spogliatoio' di Chigi su possibili modifiche in vista del 13 novembre. La partita della manovra è una sfida delicatissima per il governo, con il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, che si aspetta entro martedì una legge di Bilancio 'rivista'. Le previsioni economiche arrivate da Bruxelles di certo non aiutano il clima, con il rischio di procedura di infrazione davvero dietro l'angolo.

L'esecutivo M5S-Lega però prova a serrare i ranghi, con il 'vicecapitano' Matteo Salvini che punge: "Sanzioni? Non penso che una commissione con gli scatoloni e le valigie pronte possa andare a dare lezioni in Europa e in Italia dopo anni di disastri quindi noi tiriamo dritti in totale serenità e tranquillità". Davanti alla stampa estera arriva invece la diga pentastellata di Luigi Di Maio. "Non andremo mai oltre il 2,4% di deficit, è il termine massimo di deficit e saremo pronti a garantirlo quando servirà nella manovra. Puntiamo al dialogo con la Ue", dice sorridente il vicepremier. Sul fronte europeo rassicura i media internazionali, spiegando che "al momento non c'è in previsione una multa per l'Italia. Abbiamo un dialogo con Bruxelles, questo governo partiva dal 2% di deficit senza fare nulla". Il 2,4% non cambia insomma, come confermato anche dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, che ribadisce come gi uffici del dicastero di Via XX Settembre stiano "ristimando tutte le nostre previsioni" sulla crescita e sul rapporto Deficit/Pil.

Attenzione però, perché dietro le quinte qualcosa si muove. Da giorni da fonti del Tesoro trapela che qualche aspetto potrebbe cambiare per andare incontro a Bruxelles, anche se nessuno si spinge oltre. Piccolissimi spiragli arrivano da Di Maio, che ovviamente non mette in dubbio quota 100 e reddito di cittadinanza (che sarà erogato tra febbraio e marzo). Se il premier Conte, ospite a DiMartedì questa settimana, aveva fatto capire che è al lavoro una squadra 'Taglia-Forbici', il ministro di Lavoro e Sviluppo economico parla (in maniera peraltro molto vaga) di una revisione delle "Tax Expenditures inique". Si tratta di quella famiglia molta vasta che riguarda agevolazioni tributarie ed esenzioni fiscali. In parole povere, il mondo delle detrazioni - da quelle mediche a quelle sul mutuo - che, se non tagliate in maniera estremamente oculata, potrebbero scatenare una vera e propria rivolta viste le ricadute pratiche sui cittadini. L'impianto complessivo della manovra in ogni caso non cambia, anche perché dal Mef fanno notare che proprio il rallentamento dell'economia ne "rafforza le ragioni".

Ma cosa succederà senza modifiche che soddisfino Bruxelles? La Commissione Ue potrebbe avviare l'iter per la procedura di infrazione sui conti pubblici il 21 novembre, quando verranno pubblicate le 'Opinioni' dei commissari sulle manovre dei vari Paesi. Per l'Italia si potrebbe prospettare una maxi-correzione che potrebbe arrivare a pesare anche oltre 50 miliardi. Mancano appena quattro giorni: per uscire almeno con una sconfitta di misura dalla trasferta belga servirà però una partita perfetta. E, magari, dopo le misure espansive, qualche tattica più a 'difesa' dei conti pubblici.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata