Giancarlo Giorgetti
Giorgetti sulla manovra: "Stiamo facendo i conti su pensioni e reddito a partire da marzo"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio interviene sul Bilancio. Si va al Senato con la legge ai saldi attuali. Poi, con un maxiemendamento, verrà introdotto l'eventuale accordo con la Ue

"Abbiamo chiesto le elaborazioni di tipo quantitativo sull'applicazione di quota 100 e reddito di cittadinanza a partire da marzo". Lo dice, parlando della Manovra, Giancarlo Giorgetti a 24 Mattino (Radio 24). E stabilisce così, se non un punto fermo, qualcosa che indica un obiettivo. Aggiunge il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "In base a queste rielaborazioni pensiamo che l'impatto possa ridursi, anche in maniera significativa. Non so se arriveremo a togliere 2 miliardi a ciascun provvedimento, ma magari arriviamo a cifre vicine a queste. Appena troveremo la sintesi, presenteremo un emendamento alla legge di bilancio al Senato, e in quella fase entro il 19 dicembre la nostra risposta dovrà essere definita".

In sostanza, vuol dire che la Manovra uscirà dalla Camera ai saldi attuali (cioé con i numeri per pensioni e reddito di cittadinanza corrispondenti alla prima stesura) e, poi, al Senato, arriverà un qualche maxiemendamento che sistemerà le cose in base agli eventuali accordi raggiunti tra il governo italiano e e la Commissione europea. Il testo approderà giovedì mattina in Aula alla Camera, dalle 8 alle 13.30.

Ne parla anche il presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, Claudio Borghi (Lega): "Quando arriverà la nuova proposta del governo? Ah, questo non lo so. Stiamo lavorando duramente alla manovra: i saldi sono questi. Penso che sia migliorata. Alla fine ci sono molti interventi importanti per tante situazioni di disagio. In aula va la manovra con i saldi attuali? Assolutamente sì". Si conferma l'iter già previsto nei giorni scorsi: passaggio al Senato, fiducia su maxiemendamento, ritorno alla Camera e, se dal caso ulteriore lettura a Palazzo Madama. Giorgetti lo disegna così:  "Appena troveremo la sintesi, presenteremo un emendamento alla legge di bilancio al Senato, e in quella fase entro il 19 dicembre la nostra risposta dovrà essere definita".

Matteo Salvini - Ed ecco Salvini che cerca di spostare l'attenzione dalla trattativa con Bruxelles: "Gli emendamenti alla manovra? Si concordano con il parlamento. Ascoltiamo l'Ue ma sono gli italiani i nostri datori di lavoro che ci pagano gli stipendi". Aggiunge il Ministro degli Interni: "Vogliamo aiutare gli italiani a lavorare di più e a pagare meno tasse - aggiunge - poi il dialogo con Bruxelles è importante". Seguendo il ragionamento del vicepremier, però, si tornerebbe in alto mare. Chiaro che nessuno della maggioranza si sognerebbe di modificare di una virgola

Giancarlo Giorgetti - Giorgetti torna sulla vicenda del confronto con gli imprenditori che, nei giorni scorsi (tra il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia e Salvini, ha assunto toni piuttosto duri). Ci sono tre questioni aperte con le associazioni che hanno manifestato a Torino: la prima è legata alle infrastrutture, la seconda all'Europa; la terza è quella legata a pensioni e reddito di cittadinanza, cose che io non metto in discussione perché facevano parte delle promesse. Che piaccia o no è giusto rispettare il mandato elettorale e portarle avanti". Aggiunge Giorgetti: "Sulle infrastrutture - ha aggiunto Giorgetti - faccio notare che nella manovra sono stati messi tantissimi soldi. Dobbiamo trovare il sistema per realizzare queste opere, rivedendo il codice degli appalti e rivedendo anche le riserve politiche che pure ci sono. Il grido di dolore degli imprenditori sulle infrastrutture lo comprendiamo bene, anche lo stesso presidente Conte sta lavorando per rivedere la disciplina del precedente governo su questo tema". 

E Giorgetti parla anche della procedura d'inf4razione: "Di Maio e Salvini hanno dato mandato al presidente Giuseppe Conte perché negozi con Bruxelles, a condizione di non tradire le promesse con cui ci siamo candidati. Tutti dovranno assumersi una dose di responsabilità per il bene del paese. La procedura di infrazione non è un bene per il paese; sia l'Italia che l'Europa devono fare di tutto per evitarlo". 

Mara Carfagna: "E' una bastardata" -  Mara Carfagna (vicepresidente della Camera e tra i leader di Forza Italia è molto arrabbiata sui mancat interventi sui figli delle vittime di femminicidio: "Movimento 5 stelle e Lega hanno trovato soldi per tutto: detassare i massaggi e i trattamenti di bellezza negli hotel, consentire ai turisti di fare shopping con 15 mila euro in contanti e far costare meno la birra prodotta nei birrifici artigianali. Promettono soldi a pioggia col reddito di cittadinanza, assumono 'navigator', ma non sono riusciti a far spuntare 10 milioni di euro per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio, delle migliaia di bambine e bambini che hanno spesso assistito all'assassinio della madre da parte del padre. È una vergogna che tradisce tutti gli impegni pubblici presi dai partiti della maggioranza. Con la bocciatura avvenuta stanotte dell'emendamento che abbiamo presentato in Commissione Bilancio si rompe un clima che su queste tematiche così delicate è sempre stato bipartisan, di ascolto e confronto concreto. E' una bastardata". 

I medici - Sulla manovra c'è l'allarme dei medici della Sanità pubblica che hanno scioperato il mese scorso: "Lo sciopero unitario dei medici, veterinari e dirigenti sanitari del 23 novembre ha registrato una partecipazione senza precedenti, una ribalta mediatica eccezionale, un correre di ministri e Regioni al capezzale della sanità pubblica. Con promesse e impegni che, però, stentano a tradursi in fatti. Senza soluzioni concrete, possibili nuovi scioperi". Così si esprime in un comunicato il coordinamento dei sindacati dei medici che denunciano che "la discussione della legge di Bilancio, e dei provvedimenti collegati, procede senza che si intraveda il mantenimento degli impegni assunti". "Il ministro della salute - sottolinea Annao Assomed - che il 23 novembre ha dichiarato di essere 'con i lavoratori della Sanità, in ogni caso', rischia una sconfitta politica se viene meno all'impegno, assunto a nome del Governo, ad ascoltare i medici per rimediare ai guasti che nel passato hanno esasperato le situazioni di disagio reale del Servizio sanitario". "Non è solo un problema economico - insiste -. Per dirlo con parole del Ministro '..... nell'anno che celebra il quarantennale del nostro SSN, dobbiamo ripartire da chi questo sistema lo ha fatto diventare grande: i professionisti che lavorano in corsia, negli ambulatori periferici, nei laboratori, nelle guardie dimenticate da tutti, nei pronto soccorsi affollati'. 

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