Manovra, Di Taranto: "È positiva per la crescita, i mercati iniziano a capirla"

L'analisi dell'economista e professore all'università Luiss di Roma

Quota 100, 'pace fiscale', reddito di cittadinanza e flat tax. Ma anche tagli alle pensioni d'oro e sforbiciata da 7 miliardi a Ministeri e immigrazione. Dopo attese, marette governative e scontri con l'Ue, la manovra 2019 ormai ha preso forma e il Documento programmatico di Bilancio è già apparso sul sito della Commissione europea. Qualità e quantità della legge di Bilancio - pesa circa 37 miliardi - sono ora sotto le lente di ingrandimento di Bruxelles, ma in Italia qualcuno ha già detto la sua. E se le opposizioni criticano con forza, una voce autorevole sembra promuovere di fatto il provvedimento varato dal governo gialloverde. "Credo che nella sostanza sia una manovra positiva, perché mira alla crescita e non più all'austerità", spiega a LaPresse Giuseppe Di Taranto, docente ordinario di Storia dell'Economia e dell'Impresa all'università Luiss di Roma. L'economista si spinge addirittura a scorgere i primi raggi di luce: "La manovra comincia ad essere compresa, lo dimostra il fatto che è stata inviata Bruxelles e che lo spread è in diminuzione. Credo, anzi ne sono certo,che sia un primo segnale positivo".

Di Taranto, non è preoccupato dal deficit al 2,4%?
In quanto tale non è un fatto negativo, bisogna capire come viene speso in deficit, se viene speso in spesa corrente è un conto, ma se ci sono anche gli investimenti, mettiamo in moto un meccanismo virtuoso per il paese. Non dimentichiamo che Maastricht non parla di deficit o debito in assoluto, si parla di un rapporto di non oltre il 3% e avviassimo la crescita il rapporto scenderebbe. Se puntiamo a crescita e investimenti il rapporto deficit-Pil tende a scendere e ci mettiamo in una strada che finalmente lascia l'austerità.

La Lega ha ottenuto una 'pace fiscale' che molti hanno definito come l'ennesimo condono...
La pace fiscale per me è un elemento positivo, anche se tutti la vedono come un condono. Per me non lo è. Ci sono elementi di lungo periodo da non dimenticare, perché dopo la crisi del 2009 molti imprenditori non potevano pagare i loro debiti. Abbiamo un eccessivo rigore su presunti debiti e forse una pace fiscale rimetterebbe un po' di ordine e riazzererebbe certe condizioni per agevolare i meno abbienti. La vedo come un qualcosa per fare cassa, chiudere certe situazioni in bilico, magari rivedendo la struttura stessa dell'Agenzia delle Entrate.

L'Inps ha bocciato quota 100 perché iniqua verso donne e giovani. Cosa ne pensa?
Con la Fornero noi abbiamo allungato l'età pensionabile, facendo così o l'economia cresce e si creano autonomamente nuovi posti di lavoro o i giovani trovano più difficilmente un impiego. Con il sistema da 62 anni più 38 di contributi senza penalizzazioni non dico che ci sarà un posto nuovo per ogni pensionato che esce, ma ci saranno più posti liberi per i giovani.

Professore, è ottimista sulle coperture e sul responso finale dell'Ue?
Possono esserci ancora dubbi sulle coperture, noi fino al 30 novembre possiamo mandare altre bozze e avere altre risposte. Poi dopo potremo essere sanzionati a partire dal gennaio 2019, con sanzioni che oscillano da 3,5 a 9 miliardi. Ma attenzione: noi non stiamo sforando il 3% e le eventuali sanzioni non sono mai state pagate da nessuno, comprese Germania e Francia.

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