Deficit al 2,4%, Salvini: "Se Ue boccia manovra tiriamo avanti": Di Maio frena: "Nessuno scontro, ripagheremo debito"

Dall'Europa arriva il primo monito. Il commissario per gli Affari economici Moscovici: "Quando un Paese si indebita si impoverisce". E non esclude sanzioni

Nel lungo tragitto della manovra prima li ha uniti nel governo del cambiamento, mentre ora sembra (quasi) dividerne le strade. All'indomani della 'festa' per il Def con il deficit al 2,4%, l'Ue torna infatti a farsi sentire tramite il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici che avvisa: "Ogni euro di debito in più è tolto ai servizi". E come era scontato immaginarsi, arrivano prontissime le repliche dei due diretti destinatari, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Ma se dopo il 5 marzo il muso duro contro l'eurocrazia era stato un leit-motiv che aveva di fatto saldato lo strano asse pentaleghista, dopo 120 giorni di governo l'atteggiamento ora sembra differire. Il leader del Carroccio conferma infatti il suo approccio muscolare: "La Ue boccia la manovra? Noi andiamo avanti, tiro dritto. Il diritto alla salute, alla vita, alla pensione e al lavoro degli italiani viene prima delle minacce europee, ai colpi di spread e a qualsiasi ragionamento di qualche commissario europeo".

DI MAIO SOFT. Decisamente più soft il collega del M5S, che durante un convegno sul 5G alla Camera dice: "Con le istituzioni europee vogliamo interloquire e non andare allo scontro". E anzi tende la mano al 'nemico' Moscovici: "È stato un intervento interlocutorio, sono legittime preoccupazioni, ma il governo si è impegnato a mantenere il 2,4% in tre anni Abbiamo intenzione di ripagare il debito, vi assicuro che il debito scenderà".

Sullo spread in salita, però, torna la totale empatia tra Matteo e Luigi. Il primo parla della nota di aggiornamento al Def come di "un passo in avanti verso la civiltà, i mercati se ne faranno una ragione", mentre il ministro di Lavoro e Sviluppo economico nega preoccupazioni per il differenziale Btp-Bund e assicura: "Andremo a discutere le nostre ragioni, non penso alla procedura di infrazione Ue". Dietro i due vicepremier nel pomeriggio spunta anche la figura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Non ho mai pensato che dovessi fare una manovra sulla base di quello che si potesse aspettare un commissario europeo", spiega davanti a Palazzo Chigi.

E sulla falsariga dei suoi due dioscuri ostenta serenità: "Ovviamente il fatto che sia salito lo spread non fa piacere al presidente del Consiglio, ma confido che quando i mercati potranno conoscere nei dettagli la manovra, visto che sono tutti focalizzati a valutare gli investimenti, lo spread sarà coerente". Per la valutazione ufficiale dei conti italiani da Bruxelles serviranno infatti ancora almeno due settimane. La sensazione è che per quella data il tandem Salvini-Di Maio tornerà a pedalare in sincro: per una manovra così ambiziosa servirà tanto fiato. Nonostante le dichiarazioni di rito, la tappa di Bruxelles è tutta in salita.

 

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