"Ingiusta e iniqua. La pagheranno i nostri figli". Le opposizioni contro la Manovra

Da destra e da sinistra l'accordo economico nel governo con lo sforamento al 2,4% è preso d'assalto. Confindustria più prudente: "La Ue aprirà una procedura. Sembra l'abbiano messa in conto puntando sulla crescita"

 

"Ingiusta" perché il debito lo pagheranno i nostri figli. Spese a pioggia senza un progetto. Iniqua perché condona gli evasori. Le opposizioni di sinistra e di destra si scatenano contro la manovra del governo giallo-verde.

Maurizio Martina - "Quello del governo di Lega-Cinque Stelle non è cambiamento. E' ingiustizia. Che si abbatterà prima di tutto sui giovani. Perché un Paese più indebitato è un Paese più povero che decide di scaricare tutto sulle generazioni future". Lo scrive su Facebook il segretario Pd Maurizio Martina. "Hanno deciso di spendere miliardi di euro a pioggia. Non esistono impegni concreti sul lavoro, sulla scuola, sulla sanità, sulla riqualificazione del territorio. Niente investimenti, solo spesa corrente. Una manovra pericolosa e ingiusta contro il futuro del Paese", aggiunge.

"Una manovra iniqua per condonare gli evasori, fare assistenzialismo vecchia maniera, togliere risorse ai quartieri popolari, tagliare le tasse ai ricchi (pochi) e non dare NULLA agli altri (tanti) - aggiunge Martina - Una manovra solo per ingrassare la loro propaganda di giornata. Quella che si ferma al minuto dopo e non pensa al domani. Tanto paga ancora pantalone, tanto pagano ancora gli italiani. Sono ladri di futuro. E anche per questo Domenica saremo tanti in piazza a Roma per l'Italia. #ladridifuturo #pagailpopolo".

Antonio Tajani - "E' una manovra contro il popolo. Una finanziaria che impoverisce il Nord senza aiutare il Sud, con molto assistenzialismo e pochi investimenti per la crescita. Danneggia il risparmio, fa aumentare il costo del mutui e dei prestiti a famiglie e imprese. Ci renderà meno sovrani, più dipendenti dai mercati finanziari. Gli italiani devono sapere che con questa manovra finiremo per pagare più per interessi sul debito che per sanità, scuola e strade". Lo scrive su Facebook il presidente del Parlamento Ue e vicepresidente di FI Antonio Tajani. "Dall'insediamento di questo governo abbiamo già pagato interessi aggiuntivi sul debito per quasi 2 miliardi, che si aggiungono ai 70 che già paghiamo ogni anno. Stiamo caricando sulle spalle dei nostri figli un debito che ruberà il loro futuro", aggiunge. Aver dato il via libera ad un governo gialloverde è stato un gesto di responsabilità per il Paese."Fermarlo è un atto d' amore per l'Italia e per gli Italiani. Noi non molliamo". scrive Tajani su Twitter.

Renato Brunetta - Come ampiamente previsto, la dissennata decisione presa ieri sera dai leader di Lega e Movimento Cinque Stelle di alzare il rapporto deficit/Pil per il 2019 al 2,4% dallo 0,8% previsto nel DEF di maggio, ha fatto crollare i mercati italiani. In apertura di contrattazioni, il FTSE MIB, l'indice azionario di riferimento, ha aperto subito con un tracollo del -2,20%. Pesantissimo il conto pagato dal settore bancario, il cui indice è crollato addirittura del -4,25%, con Unicredit che è arrivato a perdere il -4,55%, Banca Intesa il -4,64%, UBI Banca il -4,32% ed MPS il -3,81%. Anche sul mercato dei titoli di Stato è stato un vero e proprio incubo, con lo spread che ha sfondato subito i 260 punti base, il rendimento sui BTP decennali salito fino al 3,11% (+7,55%), superiore addirittura al decennale americano, e il rendimento sul BTP a 2 anni salito anch'esso sopra la soglia dell'1,0%, all'1,038%, facendo registrare addirittura un aumento del +32,06% in pochi minuti". Così Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, in una nota.

Matteo Renzi - "A proposito di #FakeNews: dicono di aver abolito la povertà per decreto. Ne riparliamo tra un anno. Nel 2019/20 vedremo le conseguenze devastanti delle scelte di oggi. Chi si basa su condoni e assistenzialismo non ha futuro". Lo scrive su Instagram l'ex vicesegretario Pd Matteo Renzi.

Vincenzo Boccia (Confindustria) - Ovviamente più sfumata la posizione della Confindustria che decide di dare credito al governo sottolineando il rischio di una procedura europeo. "E' evidente che il governo ha messo in conto" l'apertura di una proceduta da parte dell'Ue. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, commentando la nota di aggiornamento del Def con il deficit che sale al 2,4%. "Si entra nella procedura, ma se sapranno dimostrare che l'impatto economico è positivo, e se poi nei fatti questo accadrà", ha rilevato Boccia, "poi potranno raccontare" gli effetti della loro azione, "ed è questa la sfida del governo". "Se invece questa è solo spesa ordinaria e spreco", ha avvertito, "aumenta il debito pubblico e si riducono la crescita e l'occupazione, ed evidentemente poi avrà ragione l'Europa".

"Non è tanto importante lo sforamento di un punto, quanto i risultati che ne deriveranno grazie all'uso di risorse in termini intelligenti per il Paese". ha detto ancora Boccia, "Se questa manovra genererà più occupazione", sottolinea Boccia, allora "si può fare più debito pubblico" a patto di mantenere "una attenzione alla crescita economica", che a lungo termine porterebbe "a meno debito".

Senatori Pd - Dopo l'annuncio di ieri e le notizie dei giornali di oggi sull'accordo nel governo per far salire il deficit al 2,4% del Pil salutata dalla rete con l'hashtag #ManovraDelPopolo scatta anche sui social la reazione del Pd che lancia #pagailpopolo. Tanti i tweet dri senatori del Pd: Daniele Manca, "Festeggiare l'incremento del debito che si scarica sugli italiani e compromette il futuro dei nostri giovani è un' autentica follia! #vergognalega5stelle #pagailpopolo".

Giorgia Meloni - "Il M5S scende in piazza a festeggiare perché farà più deficit e più debito per aumentare la spesa corrente dello Stato. Pensate quante feste avrebbero dovuto fare durante la prima Repubblica! I veri precursori del Governo del cambiamento sono Fanfani e Cirino Pomicino. Ma anche Renzi potrebbe dire la sua". E' quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

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