Manovra, reddito cittadinanza per beni essenziali: controlli Gdf anti-abusi

In attesa del Def si delineano i contorni della misura che verrà introdotta nella manovra

Una card elettronica, da spendere nei negozi preferibilmente italiani, per i beni di prima necessità e non per spese etichettate dal ministro e vicepremier Luigi Di Maio come 'immorali'. Mentre si attende la pubblicazione del Def vengono sempre più delineati i contorni del reddito di cittadinanza su cui il governo dovrebbe stanziare 10 miliardi di euro e che dovrebbe interessare 6,5 miliardi di italiani.

Di questa cifra nove miliardi dovrebbero finanziare l'assegno vero e proprio, mentre uno andrà a coprire i costi della riorganizzazione dei centri per l'impiego che andranno potenziati. Finora si era parlato di otto miliardi per il reddito e due per i centri. Il contributo, ha confermato Di Maio, dovrebbe essere erogato su card "per garantirne la tracciabilità". Questo perché "si potranno acquistare beni di prima necessità".

Martedì la sottosegretaria pentastellata all'Economia Laura Castelli aveva acceso il dibattito spiegando che "se per tre mesi verrà osservato che lei, col reddito di cittadinanza, va all'Unieuro, magari un controllino della Guardia di Finanza si fa". E il giorno dopo Di Maio ha chiarito: "Se vado a comprare le sigarette o cose non di prima necessità la carta non funziona".

Insomma, reddito sì ma non per tutto, niente spese considerate "immorali" dal governo. Che spera che il contributo "venga speso nelle attività italiane, vogliamo iniettare nell'economia reale dieci miliardi ogni anno", ha detto ancora il leader M5s. "Si rischia di disincentivare il lavoro dipendente e aumentare il ricorso al lavoro nero", è l'allarme ripetuto da Confindustria. Che però ritiene di dover aspettare prima di emettere sentenza: "Molto però dipenderà da come saranno disegnati il reddito di cittadinanza e l'intervento sulle partite Iva".

Ma il governo è già corso ai ripari: "Dubbi su possibilità di abusi sul reddito di cittadinanza? Su mio mandato la Guardia di Finanza ha già predisposto un piano" anti lavoro nero, ha assicurato il ministro dell'Economia Giovanni Tria

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