Manovra, a Bruxelles falchi e colombe uniti per la procedura d'infrazione ma divisi sui tempi

Il via libera arriverà a dicembre o si aspetterà gennaio? Intanto sale l'attesa per la cena Conte-Juncker di sabato

La bocciatura della manovra dell'Italia? Il commissario europeo Gunther Oettinger l'aveva anticipata in un'intervista concessa a 'Politico'. "Se non facciamo niente, certamente non contribuiremo a fare passi avanti - aveva detto l'arcigno responsabile del Bilancio di Bruxelles -. I baltici, gli olandesi, i danesi, e persino qualche tedesco, diranno che non è più realizzabile lo schema di assicurazione dei depositi, tramonterebbero l'Unione bancaria e la trasformazione dell'European Stability Mechanism (Esm) in un Fondo monetario europeo, così come il 'backstop' per prevenire altre crisi".

La terminologia di Oettinger è tecnica, ma la linea è chiara: solo se tutti rispettano le regole, e si fidano gli uni degli altri, si possono condividere i rischi per prevenire crisi future con nuovi meccanismi di 'mutuo soccorso'. Sul rispetto delle norme, a Bruxelles, non sembra esserci una sola voce dissonante (tranne, ovviamente, quella italiana). I commissari europei, però, sembrano divisi sulla tempistica per mettere in atto la procedura di infrazione: il via libera arriverà a dicembre? Oppure si aspetterà sino a gennaio, magari sull'onda del dialogo con Roma che continuerà sabato, grazie alla cena tra il capo della commissione Jean-Claude Juncker e il premier Giuseppe Conte? Da Bruxelles filtra che commissari come Margrethe Vestager e lo stesso Pierre Moscovici vogliano un approccio più morbido, senza drammatizzare i toni. Intanto, per il momento, la palla passa dalla Commissione ai leader europei. Questi dovranno studiare le 24 pagine del dossier sul Debito italiano preparato seguendo l'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Ue. Dopo tabelle e grafici, le conclusioni sottolineano come Quota 100, eventuale condono e reddito di cittadinanza non sono la ricetta per risollevare l'economia italiana, che rischia di fare passi indietro, magari trascinando l'intera eurozona.

Tra una dozzina di giorni, il 3 dicembre, i ministri riuniti all'Ecofin dovrebbero avallare il rapporto, ma oltre alla politica si guarderà ai mercati. Come scrive il Financial Times, "Italy is too big to fail and too big to save", l'Italia è cioé troppo grande per fallire o essere salvata con "i soli soldi dei contribuenti", sottolinea il quotidiano della City londinese, aggiungendo che "potrebbe essere la disciplina fiscale imposta dai titoli di Stato (leggi spread), più che il libro delle regole di Bruxelles, a convincere Salvini e alleati a ritornare in riga".

Le posizioni degli altri leader europei, comunque, sono già note. Esattamente una settimana prima della manovra, lo scorso 14 novembre, il ministro delle Finanze austriaco Hartwig Loger (tecnicamente sovranista come gli italiani) era stato chiarissimo: il governo italiano "sta tenendo in ostaggio il suo stesso popolo". Simile il tono del collega olandese Wopke Hoekstra, secondo cui i piani del governo M5S-Lega "non porteranno ad una robusta crescita economica".
 

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