Made in Italy da record nel 2018. Ma Colombo (Aime) avverte: "Adesso serve il sistema Paese"

Il vino nostrano ha toccato la soglia record di 42 miliardi di euro, con un incremento del 3% rispetto al 2017. Ma secondo il presidente del settore Agro-alimentare dell'Associazione italiana di imprenditori europei c'è ancora tanto da fare

Il 2018 è stato l'anno d'oro per il Made in Italy. L'export di vino e specialità italiane nel mondo, secondo Coldiretti,negli ultimi 12 mesi ha toccato la soglia record di 42 miliardi di euro, con un incremento del 3% rispetto al 2017. A spingere la crescita, sottolinea la Coldiretti, sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino che è il prodotto italiano piu' esportato e fa segnare un aumento del 3% in valore ma la vera star è la categoria degli spumanti che balzano del 13% e raggiungono un valore delle vendite all'estero superiore a 1,5 miliardi durante l'anno. Tra gli altri prodotti seguono l'ortofrutta, i salumi, i formaggi e la pasta.

Nonostante il buon risultato, però, “resta ancora tanto da fare e adesso serve il sistema Paese”. Parola di Marco Colombo, presidente del settore Agro-alimentare di Aime (Associazione italiana di imprenditori europei). "Quello del 2018 - spiega Colombo - è un dato che ci fa sognare, anche se è ancora un dato troppo disomogeneo. Il Made in Italy è ormai riconosciuto in tutto il mondo come sinonimo di qualità, ma ci sono alcune aree del nostro Paese in cui le produzioni di eccellenza non sono ancora valorizzate al meglio. Mi riferisco al Sud Italia. Alcuni prodotti, come il Prosecco, negli anni sono diventate conosciutissime all'estero e possono fare da volano anche ad altre realtà".

Ma che tipo di attività serve per far apprezzare all'estero anche prodotti molto buoni ma meno noti? Colombo non ha dubbi: "Il territorio c'è, abbiamo moltissimi prodotti Doc, Docg e Dop adesso abbiamo bisogno di promoter istituzionali. Abbiamo gli spartiti, abbiamo i musicisti, adesso serve un bravo direttore per far suonare insieme l'orchestra"

E sul futuro dell'Italia assicura: "Sulla scia degli ottimi risultati raggiunti al Nord in tema di agricoltura, anche il Sud può diventare un giardino, l'orto d'Italia e d'Europa. Il Mezzogiorno può diventare coma la Florida o il Portogallo".

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