Lira turca in bilico, Erdogan: "Boicotteremo prodotti elettronici Usa"
Dopo la ripresa e il sospiro di sollievo dei mercati, il nuovo annuncio rischia di riaffossare la moneta

La lira turca torna a tirare il fiato dopo che la banca centrale ha annunciato di essere pronta a prendere "tutte le misure necessarie" per frenare il crollo della moneta. In mattinata il cambio con il dollaro torna a 6,49 e 7,41 con l'euro, ben al di sotto del 7,24 e dell'8,12 registrati lunedì. Da venerdì la moneta ha perso circa un quinto del suo valore rispetto al biglietto verde, motivo che ha indotto l'istituto centrale a promettere un intervento - tra cui un'iniezione di liquidità alle banche - per assicurare la stabilità finanziaria del Paese.

La maggiore stabilità della lira turca ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche alle principali Borse europee, che aprono in moderato rialzo. In avvio a Francoforte il Dax sale dello 0,70%, a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,51% e a Londra l'indice Ftse 100 segna un progresso dello 0,24%. Intonazione positiva anche sui listini asiatici che si muovono per la maggior parte sopra la parità, trainati da Tokyo che ha chiuso con un balzo di oltre il 2% (Nikkei +2,28%), mentre le piazze cinesi rimangono indietro appesantite dalle deboli indicazioni macro (produzione industriale e vendite al dettaglio sotto le attese).

Un nuovo annuncio di Erdogan, tuttavia, rischia di affossare nuovamente la moneta, con ulteriori strascichi sui mercati. Il presidente turco, ha infatti dichiarato che "boicotterà" i prodotti elettronici americani, riaprendo lo scontro con gli Stati Uniti. Parole che hanno subito avuto il loro effetto sui titoli della banche più esposte nel Paese. Unicredit, ad esempio, arrivato a guadagnare circa il 2% in mattinata, ora segna un calo dello 0,37% per cento a quota 13,37 euro. 

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