Lavoro, occupazione sale ancora: meglio giovani, ma Ue è lontana
In Italia continua a crescere il numero degli occupati, ma il tasso di disoccupazione stabile all'11%

Dopo la battuta d'arresto osservata a fine 2017, i primi tre mesi dell'anno confermano la ripresa dell'occupazione. Con una nota particolarmente positiva: a trainare la stima degli occupati, che cresce di 62 mila unità rispetto a febbraio (+0,3% su base mensile e +0,8% sull'anno) è infatti la componente giovanile, con 68 mila lavoratori in più nella fascia tra i 15 e i 34 anni. Stando ai dati Istat diffusi in mattinata, a fronte di una disoccupazione stabile all'11% nel mese di riferimento, il dato relativo ai giovani ha segnato un calo di 0,9 punti percentuali, attestandosi al 31,7%.

"I dati Istat di marzo, che registrano un aumento di 190 mila occupati su base annua, confermano il consolidamento positivo dell'assetto del mercato del lavoro italiano, in corso da diversi trimestri", commenta il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolineando che per quanto riguarda l'occupazione giovanile "si registra sia un aumento del numero degli occupati sia una diminuzione del tasso di disoccupazione che, pur restando certamente ancora troppo alto, si attesta ai livelli minimi da dicembre 2011".

A fargli eco, tra gli esponenti del governo uscente, è il titolare dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che invita comunque a mantenere una certa dose di understatement. "Nessun trionfalismo ma i dati dicono che ci stiamo risollevando", scrive Calenda su Twitter, prospettando una strada "ancora lunga e complessa" per chi si assumerà la guida del Paese. Se dai massimi di fine 2014 la disoccupazione è scesa sui livelli della seconda metà del 2012, osserva l'istituto nazionale di statistica, il dato continua in effetti a presentarsi di 5 punti percentuali più alto rispetto al livello pre-crisi, oltre che al di sotto della media dell'eurozona rilevata da Eurostat, stabile a marzo all'8,5%. Da questo punto di vista, l'Italia col suo 11% continua a figurare sul fondo della classifica europea, facendo meglio soltanto della Grecia (dove la disoccupazione a gennaio era al 20,6%) e della Spagna (al 16,1% a marzo). Di numeri "lontanissimi dal resto d'Europa", segnala il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si parla anche per quanto riguarda la componente giovanile. Pure in questo caso, Roma figura al terzultimo posto, sempre dietro ad Atene (45%) e Madrid (35,5%). 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata