Lavoro, nel 2018 cala disoccupazione. Occupati in aumento dello 0,8%
Continua il miglioramento della situazione iniziato nel 2017. Ma i livelli europei sono ancora lontani

"Le condizioni del mercato del lavoro registreranno un ulteriore miglioramento con un aumento dell'occupazione stimato allo 0,8% in termini di unità di lavoro e una progressiva, ma lenta, diminuzione del tasso di disoccupazione al 10,8%". È la stima dell'Istat contenuta nelle 'Prospettive per l'economia italiana nel 2018'

Nel corso del 2017 si è consolidata la fase positiva del mercato del lavoro, spiega ancora Istat. Le unità di lavoro sono ulteriormente aumentate (+0,9%) e la disoccupazione è diminuita di 0,5 punti percentuali attestandosi all'11,2%. Sebbene in aumento, il tasso di occupazione si è comunque mantenuto inferiore a quello del target di Europa 2020 e alla media europea.

Con riferimento alla popolazione nella classe di età con 20-64 anni, nel 2017 il tasso di occupazione italiano era del 62,3% (67,0% l'obiettivo di Europa 2020 e 72,2% il tasso medio dei paesi dell'Unione europea). Negli ultimi mesi si sono manifestati segnali di rallentamento nella dinamica del mercato del lavoro. Nel primo trimestre del 2018 il tasso di occupazione è aumentato in misura contenuta (0,1 punti percentuali) mentre la disoccupazione è rimasta stabile all'11%, un valore di 2,5 punti percentuali superiore a quello dell'area euro. Nello stesso periodo il tasso dei posti vacanti, che misura la quota dei posti di lavoro per i quali è in corso la ricerca di personale, si è attestato allo 0,9% sia nell'industria sia nei servizi arretrando rispettivamente di 0,2 e 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Nei prossimi mesi si prospetta il proseguimento della fase di miglioramento del mercato del lavoro ma con intensità più contenute rispetto all'anno precedente.

Nel 2018 l'occupazione, espressa in termini di unità di lavoro, è prevista crescere (+0,8%) e il tasso di disoccupazione diminuire (10,8%). La crescita dell'occupazione sarà supportata dall'aumento delle unità dipendenti mentre la contrazione di quelle indipendenti dovrebbe attenuarsi quasi completamente. L'aumento dell'occupazione comporterà sia una crescita del monte salari sia un miglioramento delle retribuzioni per dipendente che segneranno una forte accelerazione (+1,4%) rispetto all'anno precedente.

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