Lavoro, Istat-Isfol: Addetti a call center più precari e insoddisfatti

Roma, 23 set. (LaPresse) - Gli addetti ai call center sono quelli che si sentono più precari e i meno soddisfatti del proprio lavoro. E' quanto emerge dall'indagine svolta da Istat e Isfol sulle unità professionali previste dall'attuale classificazione delle professioni (CP2011). Dall'analisi risulta che i meno soddisfatti per la propria condizione professionale sono i telefonisti e gli addetti ai call center (24,5), il personale domestico (30) e i venditori a distanza (30). Seguono, a poca distanza, le professioni tecniche nei musei (32,6), negli uffici giudiziari (34,6) e nell'ambito dei servizi statistici (37), alcune professioni non qualificate come i bidelli (36,6) e gli addetti al lavaggio dei veicoli (37,2), oltre agli addetti ai distributori di carburanti (37,6).

Tra gli occupati che percepiscono maggiormente l'insicurezza del proprio lavoro vi è ancora una predominanza degli addetti ai call center (11,3 in una scala da 0 a 100 dove 0 indica molto insicuro e 100 molto sicuro) e le professioni dello spettacolo (20,7). All'estremo opposto, l'insicurezza minima si registra nelle professioni universitarie (82,9 per cento), nella magistratura (89,1), gli ambasciatori (78,5) e le professioni della pubblica sicurezza (88,8).

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