Lavoro,Cgil: Da inizio anno 570mila in cassa integrazione, 1,8mld euro

Roma, 21 giu. (LaPresse) - Poco meno di mezzo miliardo di ore di cassa integrazione in cinque mesi, che coinvolgono da inizio anno circa 570 mila lavoratori relegati in cig a zero ore, per una perdita di reddito di 1,8 miliardi di euro, pari a 3.300 euro netti in meno in busta paga. Sono questi in estrema sintesi i dati che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell'Osservatorio cig della Cgil nel rapporto di maggio. Il trend di ore richieste, osserva la Cgil, "stabile oltre le 80 milioni mensili, punta per l'ennesima volta verso il miliardo di ore anno: seppur con qualche segnale positivo sul fronte produttivo, nel dettaglio della richiesta di cassa, specie con l'esplosione di quella straordinaria, emerge un quadro di crisi strutturale della crisi economica e produttiva. Il tutto a fronte di un drastico calo della deroga, segno che i finanziamenti stanziati stanno esaurendo la copertura".

Valutazioni che per il sindacato di corso d'Italia dimostrano come "la centralità del lavoro, assumerlo come punto strategico per l'uscita dalla crisi, è ancora il nodo irrisolto: serve agire urgentemente, serve un governo capace di offrire al Paese una prospettiva che solo il lavoro può rendere percorribile". Dall'analisi si rileva come il totale di ore di cassa integrazione a maggio sia stato pari a 96.444.168 richieste e autorizzate, in aumento sul mese precedente del +11,06%. Nei primi cinque mesi dell'anno si sono registrate 487.992.514 ore di cig per un -0,76% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio emerge che la cassa integrazione ordinaria (cigo) cala a maggio su aprile del -1,52%, per un totale pari a 22.187.875 di ore. Da inizio anno la cigo invece ha raggiunto quota 119.582.669 di ore per un -29,81% sul periodo gennaio-maggio del 2013.

La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda lo scorso mese e che sono oltre il 55% del totale delle ore concesse, è stata di 62.301.057, per un +32,70% su aprile, mentre nei primi cinque mesi dell'anno si totalizzano 271.157.934 ore autorizzate, per un +27,56% sullo stesso periodo dello scorso anno. Infine, la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a maggio un calo su quello precedente pari a -31,13% per 11.955.261 di ore richieste. Da inizio anno a maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la flessione della cigd è stata del -10,59% per complessive 97.251.911 di ore.

Continua a crescere il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio a maggio sono state 3.484, per un +34,52% sullo stesso periodo del 2013 e riguardano 6.363 unità aziendali (+41,65%). Nello specifico si registra un aumento dei ricorsi per crisi aziendale (1.769 decreti da inizio anno per un +17,70% sui primi cinque mesi del 2013) che rappresentano il 50,77% del totale dei decreti. Crescono le domande di ristrutturazione aziendale (91 per un +3,41%), mentre sono in linea con lo scorso anno quelle di riorganizzazione aziendale (91). "Gli interventi - sottolinea la Cgil - che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano a essere irrilevanti e in dimunuzione, pari al 5,22% del totale dei decreti (erano il 6,91% nel 2013). Un segnale evidente, eppure sottovalutato, del processo di deindustrializzazione in atto nel Paese".

Nelle Regioni del Nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi cinque mesi dell'anno c'è la Lombardia con 126.260.570 ore, che corrispondono a 146.135 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 53.330.683 ore di cig autorizzate per 61.725 lavoratori e il Veneto con 42.591.432 ore per 49.296 persone. Nelle Regioni del Centro primeggia il Lazio con 39.175.477 ore, che coinvolgono 45.342 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la Regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 31.869.590 ore per 36.886 lavoratori.

La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-maggio, la meccanica pesa per 168.370.552, coinvolgendo 194.873 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 66.555.376 ore di cig autorizzate per 77.032 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 59.687.198 ore e 69.082 persone.

A maggio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (11 settimane da inizio anno), sono coinvolti 1.129.612 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 22 settimane lavorative, si determina un'assenza completa dall'attività produttiva per 564.806 lavoratori, di cui 300mila in cigs e 112 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell'Osservatorio della Cgil si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito, a partire da inizio anno, oltre un miliardo e ottocento milioni di euro al netto delle tasse, pari a 3.300 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore in cassa a zero ore.

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