LaPresse, Di Rosa: Con Reuters, Xinhua, Efe e Pa guardiamo al futuro

Milano, 25 set. (LaPresse) - "Milano è un po' casa mia. Ho lavorato 17 anni al gruppo Rcs quindi mi trovo particolarmente a mio agio a parlare della nuova alleanza tra LaPresse, Reuters, Xinhua, Efe e Pa". Così ha esordito il direttore dell'agenzia di stampa LaPresse, Antonio Di Rosa, presentando a Milano le nuove partnership internazionali dell'agenzia. "Noi siamo a Torino - ha precisato Di Rosa - che è un medio sistema editoriale dove c'è un grande quotidiano nazionale, che è La Stampa, e un grande quotidiano sportivo, che è TuttoSport, e una grande agenzia di stampa che è LaPresse. Ma presentiamo il progetto a Milano perché tutti parlano di MiTo e noi vogliamo rinverdire questo rapporto tra le due città".

"Ho sempre ritenuto Reuters la più grande agenzia al mondo - ha proseguito Di Rosa -. Ha fatto degli scoop importantissimi. C'è anche Xinhua, la più grande agenzia cinese collegata a un quotidiano che vende 5 milioni di copie. Poi Efe, la principale agenzia in lingua spagnola. E Pa, agenzia di stampa nazionale per il Regno Unito e l'Irlanda". La nuova iniziativa, ha spiegato Di Rosa, "è un investimento sul futuro" dell'agenzia.

"Il presidente del Consiglio Renzi lo ripete tutti i giorni, ma lo diciamo anche noi - ha aggiunto il direttore de LaPresse -: bisogna guardare oltre il confine". "Noi - ha spiegato - siamo al centro dell'area del Mediterraneo, dove ci sono tante guerre, e dobbiamo poter fornire informazioni a media e cittadini che si collegano con noi, far vedere loro i video, le foto e far leggere i testi che raccontano quello che succede nel mondo".

Quindi un passaggio dedicato a chi lavora in redazione: "I nostri giornalisti sono molto bravi, fanno il doppio o il triplo rispetto agli altri perché abbiamo numeri importanti, ma non importantissimi. E forse è anche un bene, visti i costi che tutti cercano di abbattere, riducendo il personale, mentre noi assumiamo. Altrettanto rilevanti per la nostra agenzia sono i video e le foto". "Siamo a Milano dove ci sarà Expo 2015 e LaPresse vuole raccontare il prima, il durante e il dopo della manifestazione - ha concluso Di Rosa - perché tutte le componenti del Paese, anche i media devono concorrere al successo della manifestazione".

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