La Bce terrà aperta la porta a nuovi stimoli, ma oggi non sono attese misure

Francoforte (Germania), 22 ott. (LaPresse/Reuters) - La Banca centrale europea dovrebbe tenere aperta la porta a ulteriori stimoli monetari, ma senza adottare nuove misure fino a quando non ci saranno nuovi dati sull'inflazione dell'eurozona. È questo l'esito della riunione del consiglio dei governatori atteso dalla maggior parte degli analisti. Oggi la Bce renderà nota la decisione sui tassi, che resteranno quasi certamente fermi al minimo storico dello 0,05%, e successivamente il presidente, Mario Draghi, terrà la consueta conferenza stampa per illustrare le decisioni del consiglio, che si tiene oggi straordinariamente a Malta.

"Pensiamo che la Bce segnalerà che è pronta ad agire, se necessario, e che la porta è aperta per un ulteriore allentamento, ma più probabilmente in occasione delle riunioni dicembre o gennaio", riferiscono gli economisti di JPMorgan in una nota. A settembre i prezzi al consumo dell'eurozona hanno mostrato una dinamica negativa (-0,1% su anno) e, se un livello di inflazione prossimo allo zero proseguisse, la Banca centrale potrebbe decidere di estendere durata o portata del suo programma di acquisto di asset privati e pubblici da 60 miliardi di euro al mese. Il quantitative easing è stato lanciato a marzo per contribuire a riportare il tasso verso l'obiettivo di un rialzo annuo "sotto ma prossimo al 2%".

Le indagini sul credito nell'eurozona hanno continuato a dare segni di miglioramento, motivo per il quale Draghi ha potuto sostenere che il Qe sta funzionando e sta dispiegando i suoi effetti benefici sull'economia reale. Il presidente della Bce ha sottolineato che l'Istituto di Francoforte è pronto a intervenire se si materializzassero rischi sull'inflazione e sul credito, e ha citato il tasso di cambio come un fattore chiave per la stabilità dei prezzi.

La moneta unica si è rafforzata dopo l'ultima riunione della Bce ai primi di settembre, in parte per la decisione della Federal Reserve di rinviare il primo rialzo dei tassi post-crisi, ed è attualmente scambiata a 1,13 contro il biglietto verde. "Sembra che un cabio euro/dollaro a 1,15-1,20 possa rappresentare una sorta di 'soglia del dolore'", ha detto Marco Valli, capo economista per la zona euro presso Unicredit Research. "Questo implica che la retorica pacifista è molto probabile che continui e, forse, si intensifichi questa settimana", ha aggiunto.

Il vice presidente della Bce, Vitor Constancio, ha recentemente detto che ci sarebbe spazio per un ampliamento del quantitative easing, essendo tale programma è più piccolo rispetto alle dimensioni dell'economia della zona euro rispetto a quelli lanciati da Fed, Bank of Japan e Bank of England.

Fonte Reuters - Traduzione LaPresse

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