L'Ocse promuove le riforme di Monti

Roma, 6 feb. (LaPresse) - "Un governo come quello italiano è avido di collaborare con l'Ocse perché si occupa di quelle cose che l'Italia è ansiosa di mettere in atto per far ripartire la crescita e lo sviluppo". E' con queste premesse, chiarite successivamente in una conferenza stampa, che oggi a palazzo Chigi il presidente del Consiglio Mario Monti ha ricevuto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria. I due hanno affrontato in un colloquio di oltre un'ora il programma di riforme strutturali avviato dall'Italia e le successive mosse che Roma dovrà fare sul piano della crescita e dello sviluppo. Monti si dice avido del contributo analitico, ma anche in termini di proposte, di chi "come l'Ocse, con grande autorevolezza internazionale" è in grado di "dare una parola di conforto e di speranza in un momento in cui non è una sorpresa che le singole categorie di legittimo interesse si sentono a disagio perché il governo chiede loro di contribuire a riforme intese a diminuire alcune rendite di posizione perché da queste riforme non sempre gradite possono venire benefici di crescita senza aspettare troppo".

"L'Ocse - ha spiegato Monti - ha fornito una base conoscitiva importante per calibrare le riforme e impostare le nuove misure per aggredire i nodi strutturali che bloccano la crescita dell'Italia". Per quanto già avviato Monti ha incassato i complimenti di Gurria, secondo il quale "l'Italia ha avviato un programma di riforme ambizioso per rafforzare la finanza pubblica, rilanciare la crescita e migliorare la competitività della sua economia". Secondo il segretario generale dell'Ocse "il programma di riforme è ben articolato e ben concepito" e "le misure prese serviranno anche al resto dell'Europa e a risolvere la crisi dell'euro", ma non solo.

Gurria pone particolare attenzione all'azione riformatrice del governo Monti e ha sottolineato come, secondo l'analisi dell'Ocse "un pacchetto per accrescere la concorrenza e le liberalizzazioni può incrementare l'economia dell'8% nei 10 anni successivi alle misure".

"Metà di questo incremento - ha sottolineato Gurria - potrebbe venire dalla liberalizzazione dei servizi professionali". Monti si schernisce dei complimenti ricevuti da Gurria e anche da quelli piovuti dall'Eliseo che lo indica come esempio che la Grecia dovrebbe seguire. "Non sapevo che il presidente Sarkozy avesse citato oggi la politica economica del governo italiano, lo ringrazio per questo apprezzamento. Abbiamo tutti da imparare da tutti", ha detto Monti senza nascondere la propria soddisfazione. "L'Italia cerca di essere motivo di esempio in tutto - ha proseguito - e soprattutto cerca di non restare indietro rispetto a quelle che nelle singole materie sono considerate le best practices". Tornando alle liberalizzazioni, attualmente in discussione in Parlamento, Monti "impressionato" dalle analisi Ocse circa il valore che potrebbero avere in termini di crescita del Pil, ha però voluto sottolineare che "non è una mania di persecuzione del governo quella di chiamare tutte le categorie a sperare nella crescita di tutti rinunciando ciascuno ad una parte dei propri privilegi".

In relazione a uno dei temi prioritari dell'agenda di governo, il presidente del Consiglio, cercando di allontanare il timore che le posizioni dell'esecutivo sul posto fisso possano esacerbare il clima del confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, ha affermato: "Mi sfugge completamente quale potrebbe essere la ragione di un intento da parte del governo di esasperare alcunché in generale e particolarmente in una materia importante, sensibile e socialmente cruciale come il mercato del lavoro". "Cerchiamo il dialogo con le parti sociali per trovare quale sia la via migliore perché istituti del mercato del lavoro e ammortizzatori sociali possano dare un contributo al problema drammatico della disoccupazione giovanile", ha sottolineato il premier, che ha aggiunto: "Ci confronteremo anche con le esperienze degli altri Paesi in tema di lavoro e di ammortizzatori sociali".

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