L'Europa tratta per rinviare Basilea III e la Borsa premia le banche
(Finanza.com)

L'Unione europea potrebbe rinviare l'entrata in vigore delle regole di capitalizzazione delle banche previste dal pacchetto di norme che prende il nome di Basilea III. Regole che più volte sono state definite dagli osservatori e dalle stesse banche eccessivamente restrittive specie in una fase di crisi economica, di bilanci bancari in sofferenza e di scarsa offerta di credito.

Già ieri alcuni analisti avevano indicato nell'indiscrezione relativa a un possibile slittamento dell'entrata in vigore di Basilea III il motivo alla base del rally dei titoli bancari in Europa.

E' il caso di Filippo Diodovich, market strategist per IG, che in una nota pubblicata nella serata di ieri spiegava come il comparto sia stato sostenuto non solo dalla positiva asta italiana di titoli a medio termine, ma anche dalle indiscrezioni "su un probabile rinvio di un anno dei parametri di Basilea III".

Oggi l'indiscrezione trova ulteriori conferme in un articolo di Bloomberg che cita le testimonianze di tre funzionari vicini alle trattative. Nella giornata di ieri si sarebbero infatti  svolti degli incontri sul tema tra i rappresentati di diversi organismi continentali. Dalle indiscrezioni raccolte si apprende che il rinvio rispetto alla tabella di marcia programmata potrebbe variare dai sei mesi all'anno. La prima fase di Basilea III dovrebbe originariamente entrare in azione a partire dall'inizio del prossimo anno, mentre le bozze di discussione suggerirebbero uno spostamento al luglio 2013 o al gennaio 2014. Gli istituti di credito potrebbero così avere più tempo per presentarsi all'appuntamento con i conti in ordine, o almeno più in ordine di quanto non lo siano oggi.

Anche oggi prosegue intanto la corsa dei titoli bancari in tutta Europa. Lo Stoxx di settore è il migliore nel Vecchio continente, sebbene con una variazione positiva limitata al mezzo punto percentuale. In Italia spiccano i rialzi di Unicredit (+1,66% a 3,56 euro), Bper (+1,63% a 4,612 euro) e Ubi (+1,69% a 3,126 euro). Il rialzo è comunque generalizzato: tutti i titoli bancari compresi nell'indice Ftse Mib viaggiano in territorio positivo.

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