L'eurodollaro è pronto a ripartire
(Finanza.com)

Lieve segno meno per l'eurodollaro, tornato sotto quota 1,15 a 1,1483. Nonostante due giorni di debolezza, il saldo delle ultime cinque sedute e dell'ultimo mese si conferma ampiamente positivo: +3,2% e +4,5%. Questo perché la sensazione generale è che la Federal Reserve aspetterà ancora prima di varare il primo incremento del costo del denaro dal 2006.

A favore della moneta unica giocano anche i responsi positivi arrivati dall'economia reale. Dopo le indicazioni arrivate dagli indici dei direttori d'acquisto (Pmi, Purchasing manager index), ieri buone nuove sono giunte dal dato definitivo sul Pil della Germania (confermato a +0,4% nel secondo trimestre) e dall'Ifo (l'indicatore di fiducia degli imprenditori tedeschi), salito, nonostante quella tedesca sia l'economia europea più esposta nei confronti del dragone, a 108,3 punti ad agosto.

A dispetto del recente rally, per Morgan Stanley la corsa dell'eurodollaro non è finita. "L'eurodollaro non ha ancora toccato il massimo”, si legge in un report di Morgan Stanley's elaborato da Hans Redeker, Ian Stannard e Sheena Shah. "Riteniamo che la correzione rialzista dell'eurodollaro non sia finita […] ci attendiamo un nuovo tentativo al rialzo a partire da 1,1450”.

View bullish anche per gli analisti di UOB Group che nel giro di 1-3 settimane stimano una rottura dei recenti massimi a 1,1711. A questo punto, riporta una nota di UOB , "è probabile che assisteremo a una fase di consolidamento di breve termine che potrà durare per un paio di giorni”. "Fino a che non ci sarà una rottura di 1,1360, il superamento di 1,1710/15 non potrà essere escluso”.

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