L'allarme di Squinzi: Bollettino di guerra per industria, lavoro per resistere

Roma, 4 giu. (LaPresse) - L'industria italiana si caratterizza per un "bollettino di guerra" e il lavoro è "la nostra priorità assoluta".

Questo l'allarme lanciato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenenuto alla presentazione del rapporto 'Scenari industriali' del Centro studi di viale dell'Astronomia. "Una priorità - ha aggiunto Squinzi - che deve orientare tutte le nostre azioni, le nostre scelte, le nostre decisioni a livello di imprese, di Confindustria, di Governo, di istituzioni europee, se dobbiamo prima resistere e poi rispondere a una produzione industriale caduta del 5% annuo nel nostro Paese".

Se dobbiamo rispondere, ha sottolineato Squinzi, "alla retrocessione di tre posizioni nella graduatoria mondiale dei Paesi più industrializzati, dal quinto all'ottavo posto, e a un Pil diminuito del 9%, con le conseguenze che purtroppo conosciamo sull'occupazione e le condizioni di vita delle famiglie italiane".

Ma per Squinzi le debolezze del settore industriale sono la cartina al tornasole di una generale criticità del quadro economico. "Le analisi del Centro studi di Confindustria sulla situazione e le prospettive dell'industria italiana "segnalano anche elementi di forte tensione per la tenuta complessiva del nostro sistema produttivo, su cui dovremo impegnarci duramente e in modo molto preciso", ha aggiunto il numero uno di Confindustria.

"Mi ha fatto molto piacere che il presidente del Consiglio, in più di un'uscita pubblica, abbia sottolineato l'importanza dell'industria per la nostra economia", ha sottolineato il leader degli industriali. "Senza industria - ha aggiunto Squinzi - verrebbero meno la maggior parte dei servizi a maggior valore aggiunto, quelli che vivono della domanda dell'industria e che, grazie al confronto con l'industria, si evolvono e crescono".

"Dobbiamo guardare senza preconcetti a una stagione di nuova politica industriale, che non sceglie chi deve fare che cosa, ma individua le traiettorie dello sviluppo globale e orienta in modo non dirigistico, ma condiviso, le scelte della domanda e dell'offerta", ha rimarcato Squinzi. "E' un grande impegno cui verremo chiamati nei prossimi mesi e di cui il semestre di presidenza italiana della Commissione, che inizia il primo luglio, dovrebbe farsi carico", ha affermato Squinzi.

"In Italia chi fa impresa è spesso trattato come un nemico della legge", evidenzia il numero uno di Confindustria. "Iper tutele, rigidità sindacali anacronistiche- ha proseguito - una burocrazia che sembra compiacersi nel rallentare gli investimenti e distruggere posti di lavoro". "Il sabotaggio dell'industria e della crescita economia appare sistematico nel nostro Paese", ha aggiunto Squinzi.

Per il presidente di Confindustria "non siamo vittime di un destino crudele e ineluttabile siamo noi che possiamo e dobbiamo costruire il nostro futuro: occorre però un salto di mentalità, una svolta chiara e decisa"."E mi pare - ha sottolineato Squinzi - che si stanno creando le condizioni per tale svolta".

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