Jobs Act, Camusso: Vogliamo ricostruire un diritto del lavoro

Roma, 22 feb. (LaPresse) - "Si deve fare ogni sforzo per ricostruire un diritto del lavoro dopo i danni determinati dalle scelte del governo. Vanno affermati diritti universali di tutti coloro che lavorano indipendentemente dal contratto". Così la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, intervistata da Repubblica. "Il problema - è la critica della segretaria del maggiore sindacato italiano - sono i diritti di coloro che lavorano. Nel decreto del governo non c'è alcuna estensione dei diritti e delle tutele. Non cambierà nulla ed è l'ennesima dimostrazione del baratro che c'è tra gli annunci e la realtà".

Il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act porterà, per Camusso, a "uno stato di perenne condizionamento, la costituzione di uno stato servile e non paritario", a causa della "monetizzazione crescente", che "non realizza la libertà del lavoratore".

Con l'abolizione dell'articolo 18, inoltre, prosegue Camusso nell'intervista a Repubblica, "si stabilisce che è accettabile un comportamento anche se illegittimo. Questa sì è davvero una rivoluzione o meglio una contro-rivoluzione. Ed è contro i soggetti più deboli". Il nocciolo del problema, spiega la leader della Cgil, è che "nessuno" si occupa di creare posti lavoro. "Continueremo la mobilitazione - dice - con tutte le forme necessarie. Le ho detto: va ricostruito un diritto del lavoro. Dobbiamo mettere in campo una campagna che parli a tutto il Paese".

Serve, spiega Camusso, "una legge universale che riconosca a tutti gli stessi diritti perché non è vero che per riconoscere la modernità si debbano cancellare i diritti. Raccoglieremo le firme su questo per una legge di iniziativa popolare", su cui "stiamo lavorando". Camusso non esclude, inoltre, di raccogliere firme per un referendum abrogativo del Jobs Act. "Valuteremo - dice - tutto ciò che è utile a sostenere la nostra proposta di legge".

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