Jobs act, Angeletti: Art.18 serve, no a riduzione tutele

Roma, 19 nov. (LaPresse) - L'articolo 18 "non c'entra nulla con la flessibilità", ma "serve a tutelare i lavoratori dai soprusi, dalle prepotenze e dalle ingiustizie che, ancora, troppi pessimi imprenditori e dirigenti praticano sul posto di lavoro". Lo ha detto il segretario generale uscente della Uil, Luigi Angeletti, intervenendo al XVI Congresso nazionale del sindacato che sancirà il suo passaggio di consegne con Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale aggiunto. La conseguenza di una riduzione delle tutele dell'art.18, ha aggiunto Angeletti, "sarebbe un ulteriore avvelenamento del clima delle imprese e di questo nessuna persona di buin senso sente oggi il bisogno". "I diritti o le forme di tutela non solo come la marmellata - ha detto ancora il leader uscente Uil - che si possono spalmare togliere a qualcuno per dare. Abbiamo bisogno di allargare i diritti e le tutele a tanti milioni di lavoratori che non ce l'hanno, in Italia c'è troppa flessibilità". Secondo Angeletti "bisogna fare cose molto semplicei, ridurre il numero delle forme contrattuali a 5 ed estendere gli ammortizzatori sociali a tutti".

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