Italia in recessione: Pil II trimestre -0,2% Renzi: Inversione dipende da noi

Roma, 6 ago. (LaPresse) - L'Italia torna in recessione. Secondo la stima preliminare dell'Istat il Pil è calato dello 0,2% nel secondo trimestre del 2014, dopo essersi contratto di 0,1 punti percentuali anche nei primi tre mesi dell'anno. Si tratta del livello peggiore degli ultimi 14 anni, in particolare da aprile-giugno 2000.

"Avanti con ancora maggiore decisione. Senza incertezze, senza paure, senza frenate". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una lettera inviata ai parlamentari della maggioranza. "Il processo di riforme è partito. Procede. E' iniziato un percorso senza ritorno". "Se tra 'MilleGiorni' l'Italia avrà un sistema di giustizia civile efficiente come i migliori Paesi europei - spiega Renzi - un fisco più semplice e meno esoso, una pubblica amministrazione digitalizzata e efficiente, un mercato del lavoro più chiaro e meno ideologizzato l'Italia potrà tornare a crescere".

RECESSIONE TECNICA. Dopo due trimestri consecutivi di calo della produzione economica si parla di 'recessione tecnica'. Il Pil italiano era tornato a crescere dello 0,1% nel quarto trimestre dello scorso anno, dopo nove trimestri consecutivi di contrazione. In aprile-giugno 2014 l'economia italiana mostra una contrazione dello 0,3% su base annua.

Il calo, sottolinea l'Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione trimestrale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.

Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.

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