Istat, sono 6,5 milioni gli italiani che vorrebbero lavorare
Il Belpaese invecchia sempre di più, top in Ue con Germania

Se si sommano i disoccupati alle forze lavoro potenziali in Italia, ammontano a 6,5 milioni "le persone che vorrebbero lavorare". Lo scrive l'Istat nell'Annuario statistico che fa riferimento al mercato del lavoro nel 2015. L'istituto statistico sottolinea che oltre al tasso di disoccupazione, per analizzare le dinamiche del mercato del lavoro italiano è necessario tener conto anche del tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni, che si attesta nel 2015 al 36,0 per cento, un valore decisamente più elevato di quello medio della Ue (27,5 per cento).

Nell'Ue a 28 paesi l'Italia si conferma ai massimi nel processo di invecchiamento della popolazione insieme con la Germania. Facendo riferimento a dati di fine 2014, la Germania ha circa 160 anziani ogni 100 giovani. Al 31 dicembre 2015, invece, in Italia ogni 100 giovani ci sono 161,4 over 65, da 157,7 dell'anno precedente. È la Liguria la regione con l'indice di vecchiaia più alto (246,5 anziani ogni 100 giovani), mentre quella con il valore più basso è la Campania (117,3%), ma in entrambi  i casi i valori sono in aumento rispetto al precedente anno.

Al 31 dicembre 2015, la popolazione residente in Italia è di 60.665.551 persone (29.456.321 maschi e 31.209.230 femmine), oltre 130 mila in meno rispetto all'inizio dell'anno. La differenza fra nascite e morti si conferma negativa (-161.791), mentre quella fra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche, sebbene positiva (+31.730), riesce solo in minima parte a contenere il declino della popolazione. Anche il saldo con l'estero è positivo (+133.123), ma in diminuzione rispetto al 2014. A livello territoriale, il calo si presenta piuttosto omogeneo ma sono il Sud e le Isole a far registrare il maggiore decremento annuo (-0,3%).

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