Istat rialza inflazione ad aprile, all'1,9%. Sale debito pubblico
A marzo i prezzi erano cresciuti dell'1,4% sui dodici mesi

L'inflazione ad aprile è stata più forte di quanto rilevato in precedenza. L'Istat ha rivisto al rialzo l'aumento dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, al +0,4% mensile e al +1,9% su anno, dal +1,8% delle stime preliminari. A marzo i prezzi erano cresciuti dell'1,4% sui dodici mesi.   L'accelerazione dell'inflazione deriva soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+5,7%, da -1,2% del mese precedente), a cui contribuiscono sia l'Energia elettrica (+5,4%) sia il Gas naturale (+5,9%), che segnano entrambi un'inversione di tendenza rispetto a marzo (rispettivamente da -1,0% e -1,4%) e dalla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+5,5%, da +2,5% del mese precedente). 

SALE IL DEBITO PUBBLICO. Intanto nuovo record per il debito pubblico italiano a marzo dopo il calo di febbraio. Secondo il fascicolo della Banca d'Italia 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito', a marzo il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.260,3 miliardi di euro, in aumento di 20,1 miliardi rispetto al mese precedente.  L'incremento, spiega via Nazionale, è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (23,4 miliardi), parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 2,2 miliardi, a 54,6; erano pari a 70 miliardi alla fine di marzo 2016) e dall'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio (1,1 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 20,3 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.
 

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