Istat: Nel Mezzogiorno irregolare un lavoratore su cinque

Roma, 19 gen. (LaPresse) - Nel Mezzogiorno un lavoratore su cinque è irregolare, uno su quattro se si considera il settore agricolo. Il dato preoccupante emerge dall'edizione 2012 di 'Noi Italia', l'insieme di indicatori statistici sugli aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, presentato oggi dall'Istat. La percentuale di lavoro irregolare scende leggermente se si considera tutto il territorio italiano, dove il 12,3% delle persone occupate non ha un contratto regolare. E' l'intero mercato del lavoro che emerge dai dati elaborati dall'Istat, però, a tracciare un quadro non proprio rassicurante, che mette in luce differenze di genere, di età e di condizioni sociali nella distribuzione del tasso di occupazione, inattività e disoccupazione.

Nel 2010, in Italia risultano occupate sei persone su dieci nella fascia di età 20-64 anni (61,1%). Soltanto il 49,5% delle donne, però, lavora e la maggior parte di questa percentuale lo fa con contratti a termine o a progetto. E' occupato, invece, il 72,8% degli uomini. Il tasso di occupazione dei 20-64enni è diminuito nel 2010 di sei decimi di punto rispetto al 2009, confermando l'inversione di tendenza rispetto al periodo precedente. Al contrario di quanto avvenuto per l'occupazione nel suo complesso, cresce, rispetto al 2009, il tasso di occupazione della popolazione in età 55-64 anni. E' dell'Italia, poi, il record europeo di inattività della popolazione, cioè di coloro che non lavorano e non sono nemmeno alla ricerca di un'occupazione: il 37,8% degli italiani tra i 15 e i 64 anni è inattivo, percentuale che raggiunge il 48,9% tra le donne.

Per il terzo anno consecutivo cresce nel 2010 il tasso di disoccupazione, raggiungendo l'8,4%, valore comunque inferiore a quello della media dei 27 paesi dell'Unione europea (9,6%). Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è invece al 27,8%, contro il 21,1% registrato per l'Ue27. La disoccupazione di lunga durata, che perdura cioè da oltre 12 mesi, riguarda il 48,5% dei disoccupati nazionali.

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