Istat, il Pil del IV trimestre a -0,2%. L'Italia è in recessione

Male industria e agricoltura. Si avvera la previsione di Conte. Martina: "Il governo non protegge il Paese"

Il Pil italiano, nel quarto trimestre del 2018, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e aumentato di appena lo 0,1% su anno. È la stima preliminare dell'Istat. L'Italia entra così in 'recessione tecnica', con due trimestri consecutivi di flessione del Pil. Nel terzo trimestre l'economia italiana si era contratta dello 0,1%. 

Nel 2018 il Pil corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,8%. È la stima preliminare dell'Istat, che precisa che, con tre giornate lavorative in più rispetto al 2017, la variazione annua del Pil stimata sui dati trimestrali grezzi è invece pari all'1%. Il prossimo primo marzo è prevista la difusione dei risultati dei conti nazionali annuali per il 2018. Nel 2019, il governo aveva previsto una crescita dell'1,5% poi corretta verso 1% che, però, con questi numeri sembra irraggiungibile a meno di un forte "rimbalzo".

Il quarto trimestre del 2018 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. Nel quarto trimestre del 2018, spiega l'Istat, "l'economia italiana ha segnato una contrazione, che fa seguito a quella, più modesta, registrata nel terzo trimestre", e "tale risultato negativo determina un ulteriore abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che scende allo 0,1%, dallo 0,6% del trimestre precedente". Questa stima, continua l'istituto statistico, "che ha natura provvisoria, riflette dal lato dell'offerta un netto peggioramento della congiuntura del settore industriale a cui si aggiunge un contributo negativo del settore agricolo, a fronte di un andamento stagnante delle attività terziarie". Dopo la stima flash, i nuovi dati trimestrali verranno presentati il 5 marzo. La variazione acquisita per il 2019 è pari a -0,2%.

Maurizio Martina - "Purtroppo l'Italia torna in recessione dopo 14 trimestri consecutivi di crescita, succede perché manca una strategia complessiva. Il governo anziché proteggere il Paese da questa crisi economica decide di spendere 50 miliardi di spesa pubblica in più per provvedimenti secondo me sbagliati che non risolveranno nulla". Lo dichiara il candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico Maurizio Martina ospite a Tg2 Italia.

Luigi Di Maio - Il vicepremier sceglie l'attacco per difendere il suo governo: "I dati Istat di oggi testimoniano che chi stava al governo prima di noi ci ha mentito e non ci ha mai portato fuori dalla crisi. La produzione industriale è in difficoltà perché chi ci governava l'ha resa dipendente dalle esportazioni e non dalla domanda interna", ha aggiunto."Noi abbiamo agito subito sull'occupazione e infatti il dato è positivo, dal 1/o gennaio abbiamo dato un nuovo corso economico all'Italia per portare fuori questo Paese dalla crisi".

Carlo Calenda -  Calenda lancia un appello via Twitter all'opposizione e si mette a disposizione del governo per affrontare la crisi: "Siamo in recessione. L'opposizione deve rifuggire dalla tentazione dei 'pop corn'. La recessione la pagano i più deboli. Prepariamo una proposta unitaria delle opposizioni per una correzione espansiva della manovra. Chiediamo un incontro al Governo. L'Italia non è in sicurezza. Per quanto mi concerne voglio dire a @luigidimaio che sono a sua completa disposizione per incontrarlo e cercare insieme soluzioni per riattivare la crescita. Fuori da ogni antagonismo politico", 

Vincenzo Boccia - Immediato e preoccupato il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia: "L'Italia deve reagire quanto prima". Boccia auspica che vengano aperti subito "i cantieri", attraverso quelle risorse che sono state già stanziate per 30 miliardi di euro. Bisogna agire il prima possibile, perchè "a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore". "Dobbiamo reagire subito - ha detto Boccia, parlando a margine di un convegno, stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Askanews - C'è un rallentamento dell'economia globale, un rallentamento dell'economia della Germania, ed era ed è evidente che ci sarebbe stato un rallentamento anche dell'Italia, essendo il nostro un Paese ad alta vocazione all'export".

Annamaria Furlan (Cisl) - Quelli dell'Istat, sul Pil, "sono dati molto preoccupanti, con rischi per l'occupazione". Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un incontro del sindacato piemontese sulle infrastrutture a Torino.

Matteo Renzi - "Da quando c'è il nuovo Governo l'Italia ha perso 76 Mila posti di lavoro (dati ufficiali Istat) e il Pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene all'Italia sa che le scelte economiche di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Con le nostre scelte quattordici trimestri di crescita, con le loro scelte subito recessione. Stanno portando il Paese a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi". Lo scrive su Facebook Matteo Renzi. 

 

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