Istat: Debito pubblico 2013 pari al 132.6% del Pil, record assoluto

Milano, 3 mar. (LaPresse) - Il debito pubblico in rapporto al Pil continua la sua crescita anche nel 2013 arrivando al 132,6%, rispetto al 127% del 2012. Lo rende noto l'Istat. Che ha elaborato in via provvisoria le stime del conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche relative all'anno 2013. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,0%, stabile rispetto a quanto registrato nel 2012. In valore assoluto l'indebitamento è di -47.321 milioni di euro, pressoché uguale a quello dell'anno precedente. Il saldo primario, cioè al netto delle spese per gli interessi per il debito, è risultato positivo e pari a 34.722 milioni di euro, con un'incidenza sul Pil del 2,2% (nel 2012 era stato pari al 2,5%).

Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle Amministrazioni pubbliche) è stato negativo e pari a -13.998 milioni di euro, a fronte dei -4.422 milioni del 2012. Tale peggioramento è il risultato di una diminuzione delle entrate correnti di circa 5,3 miliardi di euro e di aumento delle uscite correnti pari a circa 4,3 miliardi di euro.

Le entrate totali della p.a., pari al 48,2% del Pil, sono diminuite dello 0,3% rispetto all'anno precedente (+2,5% nel 2012). Le entrate correnti hanno registrato un contrazione dello 0,7%, attestandosi al 47,6% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono diminuite del 3,6%, riflettendo prevalentemente il calo del gettito IMU, dell'IVA e delle accise. Le imposte dirette sono risultate in crescita dello 0,6%, essenzialmente per effetto dell'aumento dell'Ires e dell'imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi da capitale. I contributi sociali effettivi hanno mostrato una leggera flessione (-0,5%). La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,8% in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al 2012. L'incremento delle entrate in conto capitale (+57,3%) è da attribuire principalmente all'aumento delle imposte in conto capitale dovuto al versamento una tantum dell'imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali IAS. Le uscite totali della p.a., pari al 51,2% del Pil, sono diminuite dello 0,2% rispetto al 2012: al loro interno le uscite correnti sono cresciute dello 0,6%. In particolare, i redditi da lavoro dipendente sono diminuiti dello 0,7% (-1,9% nel 2012), quale effetto di una riduzione delle unità di lavoro delle Amministrazioni pubbliche e del permanere del blocco dei rinnovi contrattuali. I consumi intermedi si sono ridotti dell'1,7%, a fronte della diminuzione del 3,2% del 2012.

Le prestazioni sociali in denaro sono aumentate del 2,7% (+2,3% nel 2012), risentendo anche del marcato aumento della spesa per ammortizzatori sociali, in particolare per l'indennità di disoccupazione. Gli interessi passivi sono diminuiti del 5,1%, a fronte dell'aumento del 10,3% dello scorso anno. Gli investimenti fissi lordi (-9,2%) hanno confermato la tendenza alla riduzione osservata negli ultimi anni.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata