Istat, a ottobre diminuisce la disoccupazione giovanile
Calo dello 0,1% dell'occupazione. Al rialzo il Pil: +1% annuo

A ottobre la stima degli occupati cala lievemente rispetto a settembre (-0,1%, pari a -30 mila unità). Lo rileva l'Istat. Diminuiscono, in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato (-0,3%, pari a -39 mila unità), mentre crescono quelli a termine (+0,3%, pari a +7 mila unità) e restano stabili gli indipendenti.  Il tasso di occupazione è pari al 57,2%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre.

 A ottobre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 36,4%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente.

La stima dei disoccupati a ottobre diminuisce dell'1,2% (pari a -37 mila unità), dopo l'aumento del 2,2% registrato nel mese precedente. La diminuzione, segnala l'Istat, è attribuibile alle donne (mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini) e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta pari all'11,6%, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile.

PIL +0,3 III TRIMESTRE, + 1 ANNUO. Il Pil italiano è aumentato nel terzo trimestre dello 0,3% sui tre mesi precedenti e dell'1% su base annua. Lo rileva l'Istat, confermando la crescita su base trimestrale e ritoccando al rialzo di 0,1 punti quella annua. 

La stima preliminare era stata diffusa lo scorso 15 novembre. Il terzo trimestre del 2016, ricorda l'Istat, ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2015.

Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna hanno registrato un aumento, con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,8% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dello 0,7% e le esportazioni dello 0,1%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali (0,1 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, 0,0 la spesa della Pubblica Amministrazione e 0,1 gli investimenti fissi lordi). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 0,1 punti percentuali, mentre l'apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,1 punti percentuali.

Si rilevano andamenti trimestrali positivi sia per il valore aggiunto sia dell'industria (+0,8%) sia dei servizi (+0,1%), mentre il valore aggiunto dell'agricoltura registra un calo dell'1,5%.
 

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