Istat-Ice: Quota export globale Italia sale nel 2013, valore -0,1%

Roma, 29 lug. (LaPresse) - L'Italia registra nel 2013 una lieve flessione del valore in euro delle merci esportate (-0,1%) e una consistente diminuzione delle importazioni (-5,5%). E' quanto emerge dall'annuario Istat-Ice su 'Commercio estero e attività internazionali delle imprese'. Sempre nel 2013, tuttavia, la quota di mercato dell'Italia sulle esportazioni mondiali di merci, misurata in dollari, risulta pari al 2,79%, in aumento rispetto al 2012 (2,74%). Il rapporta rileva inoltre che le dinamiche, condizionate anche dalla forte contrazione della domanda interna, determinano un ulteriore ampliamento dell'avanzo commerciale. Il miglioramento dell'attivo è di 20,5 miliardi rispetto al 2012, con un livello del saldo, pari a +30,4 miliardi di euro, che risulta il più elevato nel decennio 2004-2013. Al netto dei prodotti energetici, nel 2013 l'avanzo raggiunge 84,8 miliardi. Nel 2013, le esportazioni nazionali di servizi sono aumentate del 2,1% mentre le importazioni risultano stazionarie (0,0%). I flussi di investimenti diretti all'estero sono quasi quadruplicati rispetto al 2012.

Istat e Ice sottolineano che nel 2013, il commercio mondiale di beni, misurato in dollari ed espresso a prezzi correnti, risulta in crescita rispetto al 2012 (+2,1%); i volumi scambiati sono in espansione (+2,4%) in presenza di una contrazione dei valori medi unitari (-0,5%). L'interscambio mondiale di servizi cresce a tassi decisamente sostenuti (+5,5%) come gli investimenti diretti esteri (+9,2%). Germania e Francia si confermano nel 2013 i principali mercati di sbocco delle esportazioni nazionali, con quote pari, rispettivamente, al 12,4% e al 10,8%. Gli Stati Uniti si collocano al terzo posto tra i paesi partner, con una quota del 6,9%; seguono Svizzera e Regno Unito (rispettivamente 5,2% e 5%). Tra i principali paesi, i mercati di sbocco più dinamici (incremento della quota sulle esportazioni nazionali superiore a 0,2 punti percentuali rispetto al 2012) sono Belgio (+0,3 punti percentuali), Cina, Russia, Regno Unito e Iraq (con +0,2 punti percentuali ciascuno).

La quota dell'Italia sulle esportazioni mondiali è aumentata in alcune aree geografiche, in particolare nell'Ue28 (da 4,66 a 4,74%), in Africa settentrionale (da 7,52 a 9,02%), negli Altri paesi africani (da 1,85 a 1,94%), nel Medio Oriente (da 3,21 a 3,40%) e in Asia orientale (da 0,82 a 0,87%). Per quanto riguarda i principali raggruppamenti di industrie, nel 2013 si registra una riduzione del deficit nell'interscambio di prodotti energetici (-54,4 miliardi); rispetto al 2012 aumenta l'avanzo nell'interscambio di beni di consumo (+4,5 miliardi per i beni di consumo non durevoli e +1,3 miliardi per quelli durevoli) e di beni strumentali (+4,6 miliardi). Tra i gruppi di prodotti manifatturieri in cui l'Italia detiene nel 2013 le più elevate quote sulle esportazioni mondiali di merci si segnalano: materiali da costruzione in terracotta (21%); pietre tagliate, modellate e finite (14,5%); cuoio conciato e lavorato, articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria, pellicce preparate e tinte (13,9%); prodotti da forno e farinacei (13,6%); articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (11,3%); cisterne, serbatoi, radiatori e contenitori in metallo (11,2%). Sempre nel 2013, l'Italia ha conseguito incrementi della propria quota sulle esportazioni mondiali relativamente ad alcuni prodotti: bevande (da 8,51 a 8,85%), articoli in pelle escluso abbigliamento (calzature e cuoio conciato e lavorato) (da 10,97 a 11,27%), macchine e apparecchi (da 6,24 a 6,54%), prodotti chimici (da 2,48 a 2,53%), prodotti farmaceutici, chimico medicinali e botanici (da 4,14 a 4,68%), articoli in gomma e materie plastiche (da 4,29 a 4,34%), altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (da 6,26 a 6,39%) e autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (da 2,49 a 2,61%).

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