Istat,  470mila occupati in meno nel secondo trimestre 2020
Istat, 470mila occupati in meno nel secondo trimestre 2020

Lavoro: persi 841 mila posti dal 2019. Il tasso di occupazione degli under 35 scende al 39,1%

Nel secondo trimestre il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato all'8,3%, in calo di 0,9 punti rispetto al primo trimestre e di 2 punti rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso. Il calo del tasso di disoccupazione, spiega l'Istat, si associa all’aumento – congiunturale e tendenziale – del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. "I dati provvisori del mese di luglio 2020 indicano tuttavia la ripresa del tasso di disoccupazione e il calo di quello di inattività", avverte l'istituto di statistica. Nel secondo trimestre del 2020 gli occupati sono calati, a causa dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19 e del lockdown, di 470mila  unità rispetto al primo trimestre, rimarca l'Istituto di statistica.

Nel confronto annuo, prosegue con maggiore intensità la riduzione del numero di persone in cerca di occupazione (-647 mila in un anno, -25,4%). Si accentua, inoltre, l’aumento del numero di inattivi di 15-64 anni (1 milione 310 mila in più in un anno, +10,0%), già osservato nel trimestre precedente.

Dal lato delle imprese, il calo della domanda di lavoro si registra in termini sia congiunturali sia tendenziali, con una diminuzione delle posizioni lavorative dipendenti del 3,9% rispetto al trimestre precedente e del 4,0% su base annua. Tale diminuzione si associa a una marcata riduzione delle ore lavorate per dipendente, pari a -19,1% su base congiunturale e a -26,2% su base annua.

Il ricorso alla cassa integrazione registra una variazione positiva di 323,2 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,4 punti percentuali su base congiunturale e diminuisce di 0,5 su base annua. In deciso aumento il costo del lavoro in termini congiunturali (+5,4%) e tendenziali (+6,1%), determinato dalla crescita delle sue componenti: rispetto al trimestre precedente, le retribuzioni crescono del 5,6% e gli oneri sociali del 4,6%; su base annua l’aumento è del 6,3% e del 5,6% rispettivamente.

Infine l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una forte diminuzione rispetto sia al trimestre precedente (-13,1%) sia allo stesso periodo del 2019 (-20,0%). "Tali andamenti risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica, con una flessione del Pil nell’ultimo trimestre pari al 12,8% in termini congiunturali", sottolinea l'Istat, mettendo in chiaro, in conclusione, che "le indagini statistiche dirette e l’acquisizione delle fonti di natura amministrativa per finalità statistiche hanno risentito degli ostacoli che l’emergenza sanitaria in corso ha posto alla raccolta dei dati di base e alla continuità di altre fonti".

Di conseguenza le stime hanno carattere provvisorio - anche per quanto riguarda la coerenza di alcuni indicatori provenienti da fonti diverse - che potranno subire revisioni sulla base di ulteriori analisi e della progressiva estensione e completamento delle informazioni disponibili.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata