Intesa Sanpaolo promuove le start up a forte impatto sociale

Milano, 27 gen. (LaPresse) - Sono 9 le nuove imprese e le start up a forte impatto sociale e ambientale che, dopo tre fasi di selezione, sono arrivate alle battute finali della 15esima edizione della "Intesa Sanpaolo start up initiative". Questa sera verranno premiate le idee di business finaliste, tutte rigorosamente sostenibili anche sul piano economico. Questi progetti parteciperanno alla tappa londinese della 'Global Social Venture Competition' (Gsvc), premio ideato dall'università di Berkley e potranno essere selezionati per partecipare alla competizione mondiale che si terrà nell'ateneo californiano ad aprile. Tra le start up che hanno convinto una commissione di esperti, da investitori, shareholder italiani e stranieri, c'è 'adDesign', fondata dalla partenopea Matilde Merciai, società che crea oggetti di design ricavati da scarti industriali, ma anche un'agenzia che aiuta i disabili uditivi a trovare lavoro, creata da Daniele Regolo, 39enne che ha problemi uditivi e che ha avuto grosse difficoltà a trovare un impiego.

Ma anche BuoneNotizie.it, società che promuove il marketing positivo per le imprese, JobCrop, portale che aiuta chi cerca lavoro a testare le proprie capacità nel web 2.0 e le aziende a selezionare i candidati più adatti in base alle loro competenze, MapAbility, portale dedicato all'accessibilità urbana con tanto di indicazioni su dove posteggiare la macchina e che tragitto fare per arrivare in centro. Poi ci sono Nucafe, business creato per valorizzare il lavoro dei produttori di caffè dell'Uganda e dell'Africa Orientale, PoliBone che produce un polimero in grado di riparare i danni dell'osteoporosi e we-Sport for Social, il primo social network dedicato all'attività fisica resa accessibile anche per i disabili.

La mattinata si è aperta con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Emil Abirascid a cui hanno preso parte anche l'ad di Banca Prossima Marco Ratti, Cristina Piai di Intesa Sanpaolo Eurodesk e Frank Cinque dell'Alta Scuola Impresa e Società (Altis) dell'Università Cattolica di Milano, partner del progetto.

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