Intesa Sanpaolo: Cucchiani, contesto italiano pesa 100 milioni di euro sull'utile netto
(Finanza.com) Intesa Sanpaolo ha tenuto fede a tutti gli impegno presi e i risultati 2012 ne sono la dimostrazione. Lo ha detto Enrico Cucchiani, consigliere delegato di Ca'de Sass, durante il suo intervento all'assemblea dei soci, sottolineando come il risultato della gestione operativa nel 2012 pari a 8.968 milioni di euro (+16%) sia stato il migliore degli ultimi cinque anni. Il top manager ha poi posto l'accento sulla performance dell'istituto di credito che è stata la migliore tra i concorrenti internazionali in termini dei principali indicatori: è stata, ha detto Cucchiani, una delle poche banche europee a conseguire una crescita profittevole: ricavi in crescita del 6,5% e redditività dell'attivo del 2,7% rispetto ad una media dei concorrenti del 2,2%. Intesa Sanpaolo, a detta del manager, è oggi più forte rispetto al 2011, nonostante la crisi. Cucchiani ha poi spiegato che a causa del contesto italiano Intesa Sanpaolo paga rispetto ai concorrenti europei circa 100 milioni in termini di risultato netto e oltre 1,3 miliardi per l'elevata pressione fiscale. Con un costo del rischio tipico del contesto italiano allineato con quello europeo l'utile netto del gruppo sarebbe pari a 1,7 miliardi anziché di 1,6, mentre con una pressione fiscale allineata agli altri paesi il risultato netto raddoppierebbe quasi a 3 miliardi di euro. La banca deve poi fare i conti con una forte deterioramento del credito: circa un prestito su 6 è infatti problematico, ha detto il Ceo. Nel dettaglio, dal 2008 a oggi i crediti deteriorati sono quasi triplicati passando da 87 a 237 miliardi, e saliranno a circa 300 miliardi nel 2013. I crediti in sofferenza sono passati da 41 a 125 miliardi con un'accelerazione ancora maggiore e si prevede che saliranno a 165 a fine 2013.

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