INTERVISTA Expo, Sala: Vi racconto la grande esposizione universale

Di Jan Pellissier

Milano, 1 gen. (LaPresse) - "L'Expo potrà fare la sua parte, pur non potendo essere il motore di rilancio del Paese. Certamente qualche ottimismo in più sull'economia ci aiuterà, anche per avere dei conti positivi alla fine". Così Giuseppe Sala, a.d. di Expo 2015, in un'intervista esclusiva a LaPresse sulle ricadute economiche dell'evento milanese. "L'andamento dell'economia può avere un ruolo importante anche per l'Expo - prosegue Sala - quindi i 4 mesi che mancano all'evento, saranno mesi di comunicazione. Venire all'Expo non è banale, a livello di costi, per una famiglia, ma se tutto si muoverà e funzionerà, dai taxisti agli albergatori, e se il livello di attenzione resterà alto, potremo fare la nostra parte nella ripresa".

"SUCCESSO EXPO AIUTERA' CANDIDATURA A OLIMPIADI 2024". "Mi sono sentito più volte - spiega Sala - con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Lui sa benissimo che in caso di insuccesso di Expo, sarebbe difficile la corsa di Roma. Suppongo però anche che un nostro successo possa essergli utile". "Sarebbe un peccato immaginare che i grandi eventi come l'Expo 2015 o le Olimpiadi, possano essere organizzati solo da Paesi emergenti, anzi già emersi, come Cina e Dubai che la ospiterà nel 2020 - prosegue Sala - o da Francia, Olanda e Inghilterra, che per l'Expo 2025 potrebbero far emergere le candidature di Parigi, Rotterdam e Londra. L'Italia non può essere diversa da questi Paesi". "Ma certo in Italia c'è un tema di regole sui lavori pubblici, e poi c'è un problema legato ai comportamenti che molto più spesso avvengono qui", spiega Sala. "La discesa in campo dell'Autorità nazionale anticorruzione di Cantone, che poteva forse avvenire prima, da quando è avvenuta molte cose sono cambiate", prosegue. "Credo poi che anche Roma, dai nostri errori e dai nostri problemi, potrebbe trarne un beneficio. Sarei orgoglioso se una delle 'legacy' di Expo 2015 fosse dare più solidità alla candidatura di Roma", aggiunge. "Spero che il nostro lavoro serva a convincere chi verrà dopo di noi, che si può avere l'ambizione di un'Expo europeo - prosegue - anche nell'epoca di internet, in cui apparentemente vedi tutto davanti a uno schermo, spero ci sia ancora la voglia di prendere un aereo, un autobus e un treno per vedere fisicamente le cose dal vivo, e stabilire rapporti con le persone fisicamente. Crediamo che questo tipo di 'gioco' possa funzionare in Europa anche nel XXI secolo".

"CONTROLLI COME IN AEROPORTO". All'Expo, spiega Sala, "ci saranno dei controlli di sicurezza come quelli che si affrontano all'aeroporto. I visitatori passeranno sotto un archetto proprio come quando si deve prendere un aereo. Il punto vero però sarà come tarare il controllo, e dipenderà dai singoli momenti o giornate, in relazione a chi si trova all'interno dell'area Expo. come ad esempio figure politiche". "Ci dovrà essere una gestione attenta, che ministero dell'Interno ed i servizi ci diranno come effettuare. Al contempo dobbiamo evitare code troppo lunghe", aggiunge.

"EVENTO MENO MEDIATICO DELLE OLIMPIADI". Non nascondendo le difficoltà dello scenario macropolitico, specie in questo periodo, Sala aggiunge: "Rispetto ad esempio alle Olimpiadi, questo evento è meno mediatico. Non spetta a me entrare nel merito delle scelte di sicurezza. Noi però, come società organizzatrice, abbiamo fatto in modo che, nel coinvolgimento delle aziende partner, ci fosse anche un sistema di monitoraggio dei movimenti delle persone, degli alert un po' più strutturato rispetto al passato, anche per quanto riguarda le procedure di emergenza. Ad esempio il lavoro con Finmeccanica darà dei buoni frutti".

"PRIORITA' ORA E' AVANZAMENTO LAVORI". "E' chiaro - continua - che il punto d'attenzione numero 1 è l'avanzamento dei lavori. Un po' sta nelle nostre mani, e un po' sta nelle mani dei Paesi. Si tratta di monitorare l'avanzamento, bisogna spingere e condividere il progetto e affiancarsi a chi ha la gestione diretta". "E' innegabile che il successo di Expo passerà anche dal numero di persone che verranno. Noi abbiamo venduto 7,2 milioni soprattutto all'Estero. Questi ultimi mesi, saranno mesi di vendita dell'Expo agli italiani", aggiunge.

"QUASI 370 MILIONI DALLE SPONSORIZZAZIONI". "Dalle sponsorizzazioni abbiamo raccolto quasi 370 milioni, non sono pochi. E' stato un buon risultato, ma al di là del valore, bisogna capire anche le eventuali ricadute business to business. L'Expo non è un evento business, ma ad esempio la Cina, ci chiede una mano per avere nuovi rapporti tra le loro regioni e province, ed il territorio italiano ed il nostro sistema produttivo. Tutto questo sarà molto importante per il nostro Paese. L'Expo non può avere un fine commerciale, ma certo è un'occasione di incontro".

"UN MILIONE DI METRI QUADRI, 80 PADIGLIONI". "Cosa ci sarà all'Expo? Innanzitutto 80 padiglioni: 53 di Paesi singoli, 9 cluster per i Paesi che hanno investito meno raggruppati per prodotti, 10 delle aziende la cui presenza non sarà commerciale, e 4 padiglioni tematici gestiti da noi. Il tutto contenuto in un'area di un milione di metri quadri, in cui ci si muoverà esclusivamente a piedi dentro uno spazio verde circondalo da un canale. Dentro i padiglioni poi si troverà il racconto di cosa ogni Paese vuole dire sul tema dell'alimentazione. Troppo per un giorno solo di visita dicono i critici. Abbiamo stimato che il tempo medio di visita sarà di circa 6 ore per ogni visitatore, e non si potrà vedere tutto. Ecco perché sin dall'inizio si svilupperà una volontà dei singoli di vedere alcune cose, anche in conseguenza del lavoro dei media, del passaparola e dei social network".

I PAESI SARANNO I VERI PROTAGONISTI". "La verità vera è che saranno i Paesi i protagonisti. La nostra scommessa, è che dentro i padiglioni ci siano cose interessanti ma anche educative, in modo che ci si possa sentire a proprio agio tra i vari allestimenti", spiega Sala. "E' chiaro che il tema del food, si presta a declinazioni scientifiche o culturali, ma anche più banalmente a chi vuol provare i diversi cibi. Solo nei padiglioni avremo 100 ristoranti, oltre ai ristoranti che gestiremo noi", prosegue Sala, ricordando come oltre al messaggio al singolo visitatore dovrà emergere anche un messaggio condiviso che arrivi alla classe politica del pianeta. "Il Governo italiano, ed è un lavoro che viene gestito dal ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, vuole arrivare alla definizione di una carta Milano 2015, che dovrà essere una sintesi di questo percorso e di questo lavoro". Il punto d'avvio è previsto il 31/1 quando ci sarà un grande evento con circa 40 tavoli, che affronteranno tutti i temi e le declinazioni sul tema del cibo.

"PUNTO D'ARRIVO SARA' CONSEGNA CARTA A BAN KI MOON". "Ci saranno degli esperti che avranno il compito di declinare gli aspetti rilevanti. Il tema dell'alimentazione d'altronde è così ampio ed aperto, che è necessario dargli un ordine, si rischia di non arrivare ad una sintesi", spiega Sala secondo cui "tutto questo lavoro troverà il punto d'arrivo quando ad ottobre Ban Ki Moon verrà all'Expo e gli consegneremo la carta di Milano, lì ci sarà la sintesi del dibattito. La nostra decisione è che chi veicolerà questo messaggio sarà solo l'Onu".

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