Industria, Nomisma: Oltre 80% valore aggiunto da 88mila esportatori

Bologna, 11 lug. (LaPresse) - Oltre l'80% del valore aggiunto e del fatturato complessivo delle industrie italiane viene dalle 88 mila imprese esportatrici. E' quanto emerge dall'analisi di scenario di Sergio de Nardis, capo economista di Nomisma, pubblicata nel numero di luglio della newsletter. "Imprese manifatturiere italiane poco o iper competitive - afferma de Nardis - sembra che non ci sia via di mezzo nei giudizi. In realtà le generalizzazioni sono tutte errate perché quello delle imprese è il mondo dell'eterogeneità". Vendere sul mercato internazionale è, sottolina Nomisma, "più difficile e costoso che produrre per quello interno; possono farlo in modo profittevole solo le aziende migliori. E la presenza di queste imprese migliori è individuabile in tutte le classi dimensionali". Secondo l'analisi gli esportatori sono in media più grandi, più produttivi, pagano salari maggiori, fanno più investimenti, hanno margini di profitto più elevati dei non esportatori.

Lo studio di Nomisma evidenzia che vendere all'estero è un fenomeno relativamente raro, proprio perché non tutti sono nelle condizioni di farlo, non tutte le imprese possono sostenere i costi più elevati che si devono affrontare per impegnarsi in un'attività internazionale. In Italia solo 20 aziende manifatturiere su 100 esportano, in Germania 26 su 100, in Francia 12. Si tratta per l'Italia di circa 88.000 esportatori manifatturieri su un totale di 425.000 produttori. Un numero elevato in assoluto, superiore a quello di Germania (55.000) e Francia (26.000), ma che si ridimensiona in proporzione al complesso dei produttori per l'estrema diffusione di imprenditoria che caratterizza il nostro paese (doppia per numero rispetto a Germania e Francia); in gran parte, però, di piccolissima dimensione (meno di 10 addetti) e rivolta al mercato interno. Quel che più conta è che quegli 88.000 esportatori sono coloro che determinano l'andamento dell'intero settore manifatturiero, producendo oltre l'80% del valore aggiunto e del fatturato complessivo.

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