Industria, Intesa Sp: Ripresa in rafforzamento, ma serve il Sud

Milano, 11 nov. (LaPresse) - Se l'industria italiana ha continuato a crescere nel corso dell'anno, nonostante il rallentamento dell'economia mondiale e i segnali di fatica arrivati da Paesi come Russia, Cina e Turchia, è merito soprattutto "della politica economica del governo, che ha più che compensato il calo dei ricavi dal commercio internazionale". Presentando la nuova edizione del 'Rapporto analisi dei settori industriali' realizzato in collaborazione con Prometeia, Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, ha prima di tutto evidenziato come i tagli fiscali destinati alle famiglie e alle imprese, la cui somma raggiungerà i 28 miliardi di euro nel 2016, abbiano in questi mesi sostenuto in modo efficace la domanda interna, permettendo al sistema di reagire alle difficoltà presenti. Un approccio che De Felice, facendo proprie le opinioni recentemente espresse dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, apprezzerebbe fosse adottato anche da Berlino: "Tutti i Paesi europei - ha spiegato - potrebbero beneficiare di un miglioramento delle politiche di sostegno alla domanda della Germania".

Tornando all'Italia, il rapporto presentato oggi a Milano rileva nel 2015 un +1% dei consumi ("un primo rimbalzo che si rafforzerà nel 2016"), un +0,4% negli investimenti ("non così bene, ma siamo convinti che andrà meglio il prossimo anno grazie ai super ammortamenti") e un fatturato manifatturiero in crescita del +1,4%, grazie soprattutto al contributo dell'automotive. Un quadro di ripresa che De Felice vede in rafforzamento: "Prevediamo una ripresa della domanda mondiale, una stabilizzazione della situazione cinese e una ripresa negli investimenti. Con la domanda interna che continua a crescere". Anche se l'analisi proposta non manca di sottolineare quelli che sono i divari da colmare rispetto ai competitor internazionali: secondo un focus contenuto nel rapporto, a pesare negli ultimi anni sul divario nella crescita delle esportazioni italiane rispetto a quelle tedesche è stata soprattutto la situazione del Mezzogiorno. Pur non mancando di competenze ed eccellenze da valorizzare, le Regioni del Sud non hanno infatti mostrato la capacita dei nuovi Lander orientali di attrarre nuovi investimenti dalle aree più avanzate del Paese e dall'estero. Un elemento su cui Intesa Sanpaolo e Prometeia invitano a riflettere con attenzione in prospettiva futura, fermo restando che - perché la ripresa continui - la crescita dell'attrattività del Meridione dovrebbe accompagnarsi al continuo miglioramento della capacità di spesa delle famiglie, fondamentale soprattutto per il mondo delle piccole imprese (del Sud e non solo), più in difficoltà di fronte alle incertezze del contesto internazionale.

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