Imu, Tesoro: Cancellazione prima rata iniqua, costerà 2,4 miliardi

Roma, 8 ago. (LaPresse) - La cancellazione della prima rata dell'Imu ha effetti negativi sul gettito del 2013 pari a 2.426,4 milioni di euro. Di questi, circa 2,1 miliardi sono ascrivibili alle abitazioni principali (di proprietà individuale, indivisa e IACP), e circa 0,3 miliardi alla componente terreni e fabbricati rurali. Lo comunica il ministero dell'Economia nel documento 'Ipotesi di revisione del prelievo sugli immobili'. La proposta di esenzione totale dall'Imu per l'abitazione principale, inoltre, "non sembra pienamente giustificabile sul piano dell'equità ed efficienza del tributo, come peraltro emerge anche dalle audizioni di esperti (Copaff, Banca d'Italia) e dalle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale".

L'esenzione, inoltre, "avrebbe un effetto fortemente regressivo: il beneficio aumenterebbe al crescere del reddito complessivo. I contribuenti con redditi tra i 75mila euro e i 120mila euro risparmierebbero infatti 455 euro e quelli con redditi superiori a 120mila euro 629 euro. Al contrario, il beneficio per i contribuenti più poveri sarebbe sensibilmente inferiore: per i contribuenti con reddito fino a 10mila euro il risparmio sarebbe di soli 187 euro".

Service tax e maggiore autonomia decisionale ai Comuni sono le ipotesi migliori, secondo lo studio del ministero dell'Economia, per la riforma della tassazione sugli immobili. Secondo il Tesoro, infatti, "la derubricazione della revisione Imu relativa all'abitazione principale con destinazione di risorse per la parziale abolizione dell'imposta all'allentamento del patto di stabilità dei Comuni" e la service tax sono soluzioni ad alta efficenza.

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