Imu, con decreto aumenta debito, deficit resta nel limite del 3%

Roma, 6 set. (LaPresse) - "Il complesso delle nuove misure avrà un impatto favorevole sull'economia e lascerà inalterato l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche riflettendosi unicamente sul fabbisogno e sul debito". E' quanto si legge nella Relazione al Parlamento inviata dal Ministero dell'Economia e allegata al decreto del 28 agosto scorso, che contiene il provvedimento sull'Imu. Nel documento si evidenzia che "resta dunque confermato l'obiettivo" di tenere il deficit "entro la soglia" del 3% nel 2013. Via XX Settembre precisa nel messaggio destinato ai parlamentari che "gli effetti delle misure stimati in termini di bilancio dello Stato determinano, in particolare la necessità di ridefinire prudenzialmente il saldo netto da finanziare del 2013, con un aumento di 8 miliardi di euro, in conseguenza soprattutto della previsione degli ulteriori circa 7,2 miliardi di euro da destinare ai pagamenti dei debiti degli enti territoriali".

La contrazione del Pil nel 2013 dell'1,3% contenuta nel Documento di Economia e Finanza "dovrà essere rivista verso il basso", si legge ancora nella relazione. Secondo il documento il motivo è da cercare "nella contrazione del Pil verificatasi nella prima parte dell'anno", perché la crescita economica dovrebbe "stabilizzarsi a partire dal terzo trimestre del 2013, segnalando l'uscita dalla recessione". "Inoltre - prosegue la relazione - si vanno progressivamente rafforzando le attese di un ritorno alla crescita nel quarto trimestre e di una decisa inversione di tendenza della congiuntura economica. Le recenti informazioni confermano quindi prospettive favorevoli per il 2014". Fonti del ministero precisano che la relazione non è la nota di aggiornamento del Def, che conterrà le previsioni aggiornate ufficiali e che sarà presentata dal governo prima della scadenza del 20 settembre.

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