Ilva, Mittal accetta richieste. Di Maio pronto a convocare sindacati
Si tratta di una possibile svolta positiva rispetto agli ultimi contatti

Uno sprint quasi a sorpresa sul caso Ilva. e l'avvio di un iter che potrebbe cambiare la vita stessa di quegli stabilimenti. Dopo una settimana davvero complicata - tra rilievi Anac e "pesanti" dubbi sulla gara di aggiudicazione espressi da Di Maio - ecco un'altra giornata sull'ottovolante per il dossier incandescente in mano al governo, e in particolare al M5S.

Arcelor Mittal infatti di prima mattina decide di rilanciare. In una nota ha annunciato di aver informato i commissari straordinari degli stabilimenti di "accettare tutte le richieste sostanziali di ulteriori impegni riguardo al contratto di affitto e acquisto firmato nel giugno 2017". Si tratta sicuramente di una possibile svolta positiva rispetto agli ultimi contatti: ci si aspettava infatti 'solo' delle proposte migliorative rispetto all'accordo di oltre un anno fa. Ma attenzione, perché il superministro di Lavoro e Mise dal canto suo 'incassa' la mossa di Mittal e annuncia: "Analizzeremo subito la loro proposta". In serata ecco il colpo di scena: secondo una nota di Via Molise a seguito delle verifiche interne sul dossier e del parere fornito dall'Anac, si ritiene che "ci siano i presupposti per avviare un procedimento amministrativo finalizzato all'eventuale annullamento in autotutela del decreto del 5 giugno 2017 di aggiudicazione della gara".

Dopo il report di Cantone infatti spettava solo al Ministero dare o meno il là al percorso. I nodi individuati in questo caso toccavano tre punti: il rinvio del piano ambientale, le scadenze intermedie e i mancati rilanci. "È un procedimento disciplinato per legge - quasi rassicura Di Maio - che durerà 30 giorni. Un atto dovuto per accertare i fatti a seguito delle importanti criticità emerse. Ad ogni modo incontrerò i vertici di Arcelor Mittal per proseguire il confronto sull'aggiornamento della loro proposta". Ora bisognerà vedere anche la reazione del l colosso indiano, in mattinata "fiducioso, con il supporto del governo, che sarà ora possibile finalizzare nei prossimi giorni l'accordo con i sindacati in modo da poter completare rapidamente operazione".

La nuova proposta riguarderebbe però principalmente l'aspetto ambientale, mentre non ci sarebbero novità sul piano occupazionale. Qui lo scoglio è grande, perché tra azienda e sigle ballano 4mila posti di differenza. "Vogliamo evitare ancora una volta di trovarci di fronte ad accordi bilaterali, come con il vecchio Governo - spiega Rocco Palombella della Uilm - e vogliamo realizzare un vero confronto per quanto riguarda il piano industriale e soprattutto avere una soluzione occupazionale per tutti i 14mila lavoratori". Intanto prima di convocare le sigle, Di Maio incontrerà di nuovo i vertici di Mittal. Il futuro di 14mila lavoratori si gioca sul filo: per Ilva sarà l'agosto più caldo della sua storia.

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