Ilva, Ferrante: Non vogliamo chiudere, ricorso al riesame

Milano, 27 nov. (LaPresse) - Vuole "presentare ricorso al riesame per far annullare la decisione del gip" di Taranto, che ha disposto il sequestro preventivo della produzione dell'Ilva degli ultimi 4 mesi, il presidente Bruno Ferrante, indagato nell'ambito della stessa inchiesta che ieri ha portato anche a 7 arresti. "Noi abbiamo ieri pomeriggio attuato subito la decisione del giudice che ha disposto il sequestro preventivo dei prodotti finiti e dei semilavorati e noi non potevamo non ottemperare", ha spiegato Ferrante, che questa mattina era a Milano per una riunione del cda del gruppo e poi si è recato nello studio del suo legale, l'avvocato DeLuca.

Ferrante ha poi sottolineato che lo stabilimento di Taranto è "strategico" e l'azienda non ha intenzione di chiuderlo. "Il nostro primo pensiero - ha aggiunto - è quello dei tanti lavoratori dell'Ilva". Ferrante ha sottolineato che a impedire l'attività dell'impianto al momento sono i provvedimenti della magistratura e non la volontà della società. Però, ha aggiunto, "non potevamo far lavorare le persone impiegate negli impianti non chiusi. Con nostro grande dispiacere e rammarico abbiamo deciso di mettere questi lavoratori in ferie in attesa dell'incontro con il governo e di vedere che cosa succederà".

La strada tracciata dalla magistratura di Taranto, ha sottolineato, "è senza uscita e porta solo alla chiusura degli stabilimenti e alla rinuncia dei posti di lavoro". Al contrario, osserva il presidente dell'Ilva, il piano elaborato dal governo, anche se ha indicato la necessità di fare "investimenti importanti" per adeguare gli impianti troppo inquinanti, "vincola i posti di lavoro" e permette all'Ilva di continuare a produrre.

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